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CHIARIMENTI

- Ciao cara, come stai?
- Guarda, sono infuriatissima...
- Mi spiace che tu abbia detto quelle cose, alla stampa poi...
- Eh, dispiace anche a me, cara, ma quando è troppo è troppo scusa!
- Ma troppo cosa? E' satira, prendetela con ironia, dai...
- Ma quale ironia? lo hai descritto come un galeotto!
- Eh ma scusa, se ci pensi in effetti...come dire, vabbè daiiii, guarda mi spiace davvero tanto per le vostre disavventure, però...
- Ma io non ti permetto di fare queste ironie, sai? Non te lo permetto proprio...
- Senti, tu non me lo permetti, ma siamo in democrazia, cara, quindi cerchiamo di...
- Ma tu lo hai fatto raffigurare come uno...uno...che sta con una mano davanti e una dietro, ecco...
- Ma no assolutamente no, guarda che ti sbagli, a parte che lui agisce in piena autonomia quindi...
- Ma quale autonomia, ma se lo sanno tutti che i tuoi autori gli scrivono le cose, ma non mi prendere in giro dai!
- Ma non è assolutamente così, cara, quindi ti prego di non insistere. E' poi, insomma, un minimo di autoironia, suvvia...
- Mi spiace, io sono molto autoironica, anche mio marito lo è, ma questa non è ironia, è diffamazione!
- Addirittura, ma daiiiiiii, sei una donna di spettacolo, anche bravissima, dovresti sapere come vanno le cose, daiiiiiiiiii!
- Proprio perché lo so, ti dico che non te lo permetto, ripeto, non ti puoi permettere!
- Oh, e adesso basta eh? Ma cosa non mi posso permettere? Cosa? Guarda che siamo in democrazia eh? Non stiamo mica sotto al fascio, sai?
- Allora se siamo in democrazia, tu la prossima volta leggi un comunicato che sto preparando, lo leggi appena comincia la puntata.
- Un comunicato? Ma sei fuori? Per una cosa come questa? Ma ti prego daiiiiiiiii, non puoi davvero pensarla cosi, daiiiiiiiiiiii.
- Mi spiace, ma è così, guarda, non ci sono altre soluzioni!
- Oh, senti, mi spiace ma devo dirti che con tutta la stima che pure ho nei tuoi confronti, io non prendo ordini da nessuno, cara, hai capito? Ho troppa gavetta sulle spalle per non sapere reggere una cosa così. E' chiaro?
- Si, la gavetta, certo, lo so che gavetta hai fatto te...
- Come sarebbe a dire, scusa? Cosa vuoi dire? Dì le cose, se ne hai il coraggio!
- Eppure quando è successa la vicenda di te e quell'altro, lì, non andavi tanto per il sottile come stai facendo ora, eh? come lo spieghi, eh?
- Senti, questa conversazione sta prendendo una brutta piega. Prima che dica qualcosa di cui poi pentirmi, anzi dispiacermi perché io non mi pento mai, ti prego per l'ultima volta di capire che siamo in una democrazia e se uno vuol fare una parodia, è libero di farla e quindi...
- Non credere di potermi raggirare. Ho fatto il classico io, sai? mi sono pure laureata!
- Si, all'università di Paperopoli ti sei laureata te!
- Ma lo sai che sei veramente quello che pensavo tu sei?
- Fossi! Si dice quello che pensavo tu fossi, cara la mia laureata!
- vabbè mi hai capito. E avevi capito anche prima, solo che quando le cose succedono a te allora va male, e quando succedono agli altri....
- Beh, adesso basta! Ora hai passato il segno. Sai che ti dico? fai un po' il cazzo che vuoi, ma stai attenta a quello che dichiari, perché io in tribunale ti faccio nera, hai capito? Nera, ti faccio.
- Ma stai calma che non fai paura a nessuno, cara la mia show girl raccomandata dai soliti produttori...
- Raccomandata io? Stai tranquilla che non ho bisogno di sposare nessuno io per fare carriera, cara la mia attrice di successo! Parla proprio lei, parla...
- E certo. E chi ti sposa a te? Uno scappa appena capisce chi sei!
- Stronza che non sei altro. Tu sei solo una povera stronza, ma vai a letto, vai, che quello sai fare...
- Puttana che non sei altro.
- Troia
- Zoccola
- Bagascia
- ora vado dall'avvocato
- Brava! Scopatelo prima però, almeno poi ti ascolta.  
- Te invece dillo subito che non lo vuoi scopare, sennò manco ti apre!

Pubblicato il 4/9/2006 alle 17.58 nella rubrica Diario.

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