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IN DIFESA/2

 - Allora, vorrei dire un paio di cose. Anzitutto che noi assolutamente mai abbiamo mai comprato partite o cercato mai un....come si può dire.....aggancio, ecco aggancio con qualche designatore arbitrale. Non è nel nostro stile, noi abbiamo uno stile che ci impone di comportarci in certi modi, ereditati dalla nostra famiglia. Mi si dice delle intercettazioni, bene, vi ringrazio anzitutto della domanda che mi permette di chiarire molte inesattezze apparse in questi giorni sui giornali. Noi chiamavamo gli arbitri proprio per verificare certe, diciamo, voci di popolo che erano arrivate anche a noi, del resto abbiamo il nostro stile, condiviso da tutta la famiglia, che ci imponeva di informarci per verificare se queste voci erano fondate o meno, mi spiego? Una volta appreso che si, erano fondate, noi abbiamo cercato di capire, sì di comprendere, di elucubrare, di elaborare, di adottare una strategia, come facciamo sempre noi fratelli sul lavoro, perché mi sia consentito affermare che noi siamo dei gran lavoratori da generazioni. Ebbene, ci si mi ti disse che c’era un cosiddetto “sistema” ebbene, noi dovevamo tenerne conto, mi spiego, l’anno scorso stavamo per retrocedere e mi scusi, ma noi non potevamo retrocedere perché abbiamo un nostro stile che ci impedisce di retrocedere una volta arrivati ad un certo punto. Una volta arrivati ad un certo punto, noi possiamo solo andare avanti, non certo indietro, non è nel nostro stile di imprenditori, di lavoratori, di creatori di valore e di italianità nel mondo. Abbiamo dei doveri nei confronti degli azionisti, dei lavoratori, dei soci, degli italiani che credono nel nostro lavoro e nei nostri prodotti e di conseguenza non potevamo in alcun modo retrocedere. Sarebbe stata la disfatta e un grave precedente per la nostra famiglia, una intollerabile caduta di stile. Non siamo affatto colpevoli, abbiamo semplicemente presto atto che c’era un sistema, da noi non inventato, e non abbiamo potuto fare altro che...........che............che.............sottometterci......no, sottometterci no, perché non è nel nostro stile, dicevo, abbiamo dovuto..........adeguarci, no, adeguarci no, perché noi non ci adeguiamo mai a nessuno perché il nostro stile non ce lo consente, abbiamo allora dovuto.................prendere atto, ecco, si, prendere atto che il sistema ci imponeva delle scelte e per il bene della squadra, della società, della città, della provincia, della regione, della gente, della nazione, dell’Europa che ci vede protagonisti nel mondo, ecco per il bene di tutti, abbiamo dovuto, contravvenendo gravemente al nostro stile, prendere dei caffè e degli aperitivi con personaggi che certo non sono consoni allo stile che ci contraddistingue. Questo è tutto. Il resto sono chiacchiere da bar e fare chiacchiere da bar non appartiene al nostro stile. Grazie.  

Pubblicato il 6/7/2006 alle 16.56 nella rubrica Diario.

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