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PRECISAZIONI

 - Buongiorno. In merito alle notizie apparse sulla stampa oggi, il Presidente degli Stati Uniti tiene a precisare quanto segue: Il giorno 7 giugno alle ore 18.12 due nostri caccia F-16, casualmente di passaggio nei cieli dell’Iraq, lanciavano due missili verso un’abitazione privata a nord di Baquba, nella quale nostre fonti, regolarmente e puntualmente retribuite e in regola con il pagamento dei contributi, indicavano essere presente il noto terrorista Al Zarqawi. Precisiamo che i missili sono stati regolarmente acquistati e a richiesta possiamo esibire fattura. Il bombardamento, inoltre, per i noti motivi umanitari, è stato ridotto al minimo: soltanto due missili, dico due soltanto, sono stati lanciati. Precisiamo che in qualsiasi manuale militare si dice che se si vuole distruggere una casa, i missili devono essere almeno tre, e se ne consigliano cinque. Ma noi quando parliamo di attacchi umanitari non parliamo a vanvera e siamo coerenti, per cui i missili sono stati solo due. La stampa dice che si è trattato di un attacco a sorpresa: permettetemi di sorridere. Non si può parlare di attacco a sorpresa, in quanto il noto terrorista sapeva bene di poter essere bombardato da un momento all’altro, quindi che razza di sorpresa è? Comunque: dopo il bombardamento, alle 18.40, una nostra squadra, composta da qualche soldato puramente di scorta per sicurezza, molti medici, un cappellano militare e parecchie infermiere, avendo ricevuta notizia del bombardamento, si recava sul posto unicamente per prestare soccorso ai feriti e onorare degnamente i morti con apposita e pietosa sepoltura. Precisiamo che i metodi per l’identificazione di Al Zarqawi sono stati rispettosi delle leggi sulla privacy. Abbiamo gentilmente chiesto ai sopravvissuti chi fosse Al Zarqawi e molti ci hanno indicato, chi con il solo braccio rimasto attaccato, chi a gesti con la testa ancora in grado di muoversi, chi ancora con spruzzi di sangue lanciati in precisa direzione, dicevo, tutti ci hanno indicato un soggetto, che steso a terra su un cumulo di macerie, sembrava cantare canzoncine allegre. Ci siamo avvicinati e abbiamo gentilmente, dico gentilmente, chiesto al signore in questione se, per puro caso, fosse così ben disposto da dirci come eventualmente si chiamasse. Il signore in questione, del resto oltremodo gentile, ci ha consigliato di stare attenti - guardate come sono spirituali questi terroristi irakeni, pur se molto cattivi -  ai nostri beni e affetti più cari quando torniamo a casa la sera, e ci ha chiesto se per caso non stessimo bene in salute. Precisiamo che esauriti i convenevoli di rito e una volta ottenuta la conferma dell’identità del soggetto, fornita mediante nuovissime tecniche di estrazioni verbali brevettate dal Pentagono, è stato subito predisposto l’immediato ricovero del soggetto, date le precarie condizioni di salute, dovute principalmente ad una forma di diabete contratta in età giovanile, una forte bronchite cronica causata dal freddo notturno del deserto e incidentalmente, ripeto, solo incidentalmente ad una forse non trascurabile emorragia esterna dovuta ad una ferita lacero-devastante dal collo all’inguine, che ha forse provocato lo spappolamento dei polmoni, comunque già danneggiati dall’abuso di fumo, dicevo, comunque si caricava il Signor Zarqawi su una barella che però subito, a causa delle macerie cadeva per varie centinaia di metri, provocando ulteriore disappunto e qualche ulteriore escoriazione nel corpo del Signor Zarqawi. Il quale, nonostante l’abnegazione e l’impegno di tutto il personale sanitario, non riusciva a sopravvivere per le condizioni mediche sopracitate. Il decesso avveniva alle ore 19.04. Il governo americano porge le sue condoglianze alla famiglia e informa che il corpo sarà disponibile per le esequie a partire dal 18 giugno del 2099. Grazie per l’attenzione e arrivederci alla prossima conferenza stampa.     

Pubblicato il 12/6/2006 alle 18.59 nella rubrica Diario.

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