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Diario


25 febbraio 2008

PERCHE' LA SANTANCHE' E' MEGLIO DI VELTRONI


(foto by Osvaldo)

Dopo "Fini è capace di innovazione e Veltroni no", dopo "L'esclusione di De Mita dal PD mi indigna", ecco un nuovo, incredibile pezzo del Maitre-a-penser di sinistra più cazzuto che c'è. In esclusiva per noi cialtroni. Piero "Belli Capelli" Sansonetti in:

Perché la Santanché è meglio di Veltroni
(ma anche Casini, Berlusconi, Bossi, Tabacci, Storace)

Di Piero Sansonetti

Accetto volentieri l'invito di questo blog a scrivere un pezzo per spiegare per quale motivo se Veltroni vincesse le elezioni l'Italia diventerebbe un paese nazista, con i poveri che moriranno ad ogni angolo di strada, gli extracomunitari che verranno impiccati in ogni piazza di ogni città, e i ricchi padroni borghesi reazionari che arriveranno a comprarsi anche il regno dei cieli grazie alla defiscalizzazione delle transazioni spirituali, provvedimento che sappiamo all'attenzione dello staff di Veltroni.

Accetto l'invito anche se non mi porterà la consueta visibilità e partecipazioni in tutte le trasmissioni televisive dato che questo blog non lo legge nessuno. Ma non è un problema, domani darò un'intervista a "Voci del fascismo" in cui ripeterò questa tesi per cui non dovrebbero esserci problemi per le prossime 451 puntate di Porta a Porta e Matrix.

Allora, compagni miei, da comunista vi dico: la Santanché è meglio di Veltroni, per almeno tre buone ragioni, come ho anticipato l'altra sera da Gad Lerner. Anzitutto è' una donna, mentre Veltroni, che pure è capace di mille trasformismi pur di vendere la sua pagnotta avariata all'immondo mercato del peggiore clericalismo d'Oltretevere, è un uomo. Certo lui può raccontare che in gioventù si sentiva una donna o che alla fine della sua esperienza politica diventerà un trans, ma per il momento è uomo e non ci sono santi, come ho detto senza mezzi termini tempo fa in un'intervista all'Osservatore Romano.

E poi, come ho già scritto in qualche mio editoriale di grande analisi critica di cui mi pregio da anni di esserne grande interprete e fatuore, dalle parti del PD si riempiono la bocca ogni giorno con le donne qua le donne là le donne olè, le donne cha cha cha, e mentre loro chiacchierano, la destra, le donne te le candida, una destra dunque capace di innovazione culturale, politica e intellettuale, una destra nemica ma incontrovertibilmente al passo coi tempi e con la performance, cari signori miei, la Santanché loro la fanno premier, et violà - come dice il mio amico Vladimir Ilic Perozzi, impiegato alla pressa dello stabilimento fiat di Cassino - a Veltroni ben gli sta, questa è una mossa geniale, come ho spiegato ieri in un uno-due di analisi politica micidiale, prima a Uno Mattina e poi all'Italia sul 2. 

La seconda ragione è che la Santanché, dicendo che parla a nome di una forza "incazzata, con la bava alla bocca", trasmette, forse inconsapevolmente, un messaggio nuovo, di grande impatto, di grande effetto elettrochoc, come ho spiegato proprio poco fa nella registrazione della puntata di Controcorrente a Sky Tg 24 del mio amico Formigli che vedrete questa sera alle 22.30 (per chi volesse sentire solo i miei interventi, saltando gli inutili servizi e gli altri interlocutori piuttosto modesti, io parlo alle 22.47 alle 22.56, poi dopo il tg dalle alle 23.04, alle 23.19, dalle 23.15 alle 23.19 e poi dalle 23.21 alle 23.27), un messaggio, dicevo, sicuramente di destra, ma di una destra vera, capace di scaldare gli animi, che sarà anche la stessa forza che poi mena un immigrato, ti picchia un drogato, ti allestisce un campo di concentramento, che - è vero - sono brutti difetti ma che almeno però hanno il pregio di "essere forza", causa di un nuovo vitalismo, una energia energetica, una linfa vitale per un paese asfittico, mentre dall'altra parte chi c'è? Un PD, acronimo che sempre più sta per - non me ne vogliano i tanti ex amici che stanno là ma qualcuno gliele deve pur dire certe cose, come ho proprio pocanzi dichiarato al Corriere della Sera (domani a pag. 3, taglio basso, con richiamo in prima) - Poveri Derelitti, che con la voce moscetta di Veltroni se ne vengono bofonchiando I care, We can frasettine copiate qua e là alle quali sempre più persone, specie al nord oppongono un più concreto va-a-cagher!

La terza e ultima ragione è che Storace, il vero deus-ex-machina della candidatura Santanché - io lo conosco bene, avendogli spiegato tante volte, pranzando assieme al ristorante della Camera cosa deve fare una destra in questo paese -  è uomo schietto e sincero, verace e vorace, fascista e fascistissimo, uno che, certo, non si lava i denti, ma che almeno, dio santo, non si nasconde, si mostra per quello che è, e questo è un altro segnale importante per la società italiana nel suo complesso. L'ho anche detto l'altra sera al congresso degli elettricisti dove mi hanno gentilmente invitato a parlare: viva uno che dice le cose chiare, in un paese che le cose chiare, a parte noi che le abbiamo sempre dette, non le dice più nessuno e questo atteggiamento è un grande segnale di cambiamento nelle abitudini politiche di una certa destra che se si presenta da destra e per la destra e nella destra, può produrre - come dichiarerò dopodomani al Premio Tubista dell'anno dove mi hanno invitato a parlare - un grande cambiamento nella società italiana, per la società italiana insupertrafra la società italiana, verso la società italiana. Diciamole queste cose. Chiamiamole con il loro nome.   

In definitiva, la scelta alle prossime elezioni è netta, come ho già scritto finanche sui muri dei cessi delle toilette degli autogrill lungo le principali autostrade italiane per un servizio televisivo sulla politica fatta nei cessi degli autogrill delle autostrade italiane (Sky Vivo, va in onda mercoledì prossimo alle 22.40, io compaio subito quindi si può anche registrarla tutta): si vota per la sinistra arcobaleno che candida un grande intellettuale e uomo politico che ha ancora tanto da dare alla politica italiana come Fausto Bertinotti, una candidatura sorprendente, inedita, spiazzante, nuova, inaspettata, totalmente proveniente dal basso, democraticamente decisa da tutti i cittadini che ci hanno comunicato questa scelta via telepensiero e non dalla solita oligarchia partitica a cui tutti gli altri partiti ci hanno abituati da decenni e come spiegherò durante il festival di Sanremo. E se non dovessimo farcela, che vinca allora la destra, piuttosto che i Poveri Derelitti, meglio una destra vera, una destra chiara e sincera che è anche un po' come la birra, piuttosto che un partito dei Derelitti che se puta caso dovesse prendere davvero il 40 e passa per cento ci manderebbe a casa tutti all'istante, a noi della sinistra arcobaleno. Ma è chiaro che non succederà, non può succedere ed ecco che ai nostri rimbecilliti ex-compagni dopo le elezioni, offriremo una mano. Si, siamo pronti a prenderli di nuovo con noi, questi compagniucci un po' altezzosi e presuntuosi che fanno come i bimbi di due anni, tu li vuoi portare alle giostre e loro ti tirano dall'altra parte perché alle giostre sono loro che ti ci portano e non tu che porti loro e pazienza se allunghiamo il percorso di duecento anni, vero Veltroni?

P.s. Quest'ultima è una metafora troppo bella per lasciarla appassire su questo blog di morti. Ora chiamo l'Ansa.


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