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Un blog di nicchia


Diario


30 maggio 2008

EMISSIONI NOCIVE



Con l’uscita del nuovo album Secondo Tempo, seconda parte del primo "best of" del cantautore emiliano, Luciano Ligabue riconferma il proprio impegno per l’ambiente e sceglie di sposare il progetto Impatto Zero® di LifeGate per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco. 19.612 mq di nuove foreste saranno realizzate per compensare le emissioni di anidride carbonica Co2 generate dalla stampa di duecentomila copie dell'album.
Per quanto riguarda invece le emissioni nocive per le orecchie e il conseguente stracciamento di maroni per l'ennesima riproposizione dei soliti trenta pezzi del grande rocker emiliano, Luciano Ligabue non sa che farci e invita l'autore di questo blog e chi dovesse essere d'accordo con lui, ad andare a rompere i coglioni altrove.


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29 maggio 2008

IN DIRETTA DALLA CAMERA

 

Gentili lettori, come oramai sapete, Voci di popolo è anche e soprattutto un blog di servizio pubblico almeno fino a quando la Rai non si deciderà a trasmettere i dibattiti parlamentari in diretta tv, magari al posto dell'Isola dei Famosi. Ad esempio, il discorso pronunciato a sostegno del recentissimo decreto fiscale del ministro Tremonti, lungi dall'essere una pallosissima esposizione di taglio qua e metto là, è stato invece interessante e avvicente. Ci siamo presi la briga di copiarlo (in realtà abbiamo fatto copia e incolla ma insomma era per farla un po' faticata) e ve lo proponiamo nella sua interezza. Dispiace soltanto che non abbiamo capito chi è stato a fare 'sto discorso, anzi se ci aiutate gli diamo la firma che merita. Buona lettura. Alè (come dice quello su raitre)

Onorevoli colleghi, il decreto finanziario e fiscale del governo, che domani sarà alla firma del presidente della Repubblica, recepisce in pieno sia le promesse fatte in campagna elettorale dall'attuale presidente del consiglio, sia l'esigenza di risanamento finanziario del bilancio pubblico. Ma questo decreto, onorevoli colleghi, si configura  soprattutto come un importante e profondo primo passo verso un'impostazione radicalmente alternativa allo sciagurato governo che ci ha preceduto. Il presente provvedimento infatti si inserisce in quella che sarà una profonda trasformazione delle ragioni e delle modalità della spesa pubblica, che viene fortemente rivista e concentrata in direzione del raggiungimento di uno stato finalmente moderno che sa ben governare il presente, guardare al futuro, e che soprattutto sa tagliare, senza tentennamenti né esitazioni, laddove lo spreco si annida indisturbato e orrendamente ridente, arroccato nella sua arroganza spavalda alimentata da anni di malgoverno dei governi precedenti di altro colore politico.

Gli impegni nazionali e internazionali, la necessità urgente di infrastrutture, la drammatica crisi in cui versa Alitalia, chiedono a gran voce un intervento deciso da parte del governo e questo grido di dolore trova adesso una risposta in questo decreto che prevede un congruo finanziamento per Alitalia la cui copertura finanziaria verrà dalla totale abolizione di fondi clientelari creati dalla sinistra al solo scopo di mantenere se stessa al potere. Un esempio lampante di tale pratica sciagurata è costituito dal fondo a tutela delle donne vittime di violenza, che questo decreto azzera totalmente.

La ragione di tale scelta risiede infatti nella convinzione profonda che anima questo governo sulla assoluta inutilità di siffatta spesa, posto che non c'è rimedio più semplice ed efficace alla violenza sessuale che quello di una corretta educazione familiare che insegni la necessità di non provocare la violenza con l'adozione di comportamenti pericolosi come l'utilizzo di minigonne, atteggiamenti provocanti, rischiose uscite la sera tardi, tutti comportamenti frutto di un tragico retaggio di una sottocultura falsamente libertaria e di impronta marxista-leninista che in tutta evidenza anziché risolvere il problema ha clamorosamente mancato i suoi obiettivi, consegnando le donne ad una platea di violentatori a cui decenni di propaganda ideologica hanno finito esclusivamente per rendere loro il compito più semplice. AL riguardo infatti, è bene ricordare e riaffermare con forza il principio scientifico in base al quale la violenza sessuale non è un problema culturale, come l'ideologia finora dominante ci ha voluto far credere, ma un preciso effetto di determinati geni del dna maschile - presenti da milioni di anni nel codice genetico - che rendono di fatto inevitabile la commissione di tali violenze allorquando taluni atteggiamenti femminili particolarmente provocanti,  fomentati da una sottocultura ideologica, vengono lasciati liberi di manifestarsi, con buona pace di triti e profondamente sbagliati dettami ideologici che ancora oggi vogliono attribuire a fumose e non dimostrate mancanze di educazione e di cultura, la causa di tali, in fondo solo impertinenti atti.

Onorevoli colleghi, un'altra importante risorsa per la nostra compagnia di bandiera viene attivata grazie alla cancellazione dei fondi per l'abbattimento dei cosiddetti "eco-mostri" per i quali il governo, anziché rassegnarsi ad una mera distruzione di tali fabbricati, che rappresenterebbe pur sempre una sconfitta da qualsiasi parte si guardi il problema, ritiene invece di dover provare a valorizzare, permettendo ai proprietari di adibirli all'uso a cui erano destinati, in modo che creino ricchezza e benessere e che contribuiscano alla crescita economica generale. Di questo ce ne occuperemo in seguito.

Analoghe ragioni, onorevoli colleghi, sussistono alla base dell'abolizione dei fondi cosiddetti "per il recupero dei centri storici", ritenendo il governo che tali provviste siano essenzialmente uno spreco di denaro pubblico  per la ragione che vede i centri storici delle nostre città oramai irrimediabilmente perduti per l'utilizzo dei cittadini, molti dei quali, solo per fare un esempio, si trovano nell'impossibilità fisica di entrare nelle strette vie dei centri cittadini se appena si trovano alla guida di un suv con otto ruote o di una berlina settemila di cilidrata e cento metri di lunghezza, dotazioni oramai comuni nella maggior parte della popolazione. Per queste ragioni il governo crede che i centri storici andrebbero abbattuti e riedificati da capo, cosa che comunque ci promettiamo di fare nelle prossime sei legislature.

Lo stesso dicasi, onorevoli colleghi, per l'azzeramento dei fondi sull'ammodernamento della rete idrica - inutile in un mercato dominato dall'acqua minerale - che vengono invece correttamente spostati sulla più urgente necessità di finanziare l'acquisto di nuovi e più pregnanti ordigni per i nostri militari impegnati in missioni all'estero di deciso ristabilimento della democrazia, senza l'ausilio di conferenze e inutili chiacchiere, ma con un preciso impegno verso la dissuasione militare a mezzo di mitragliatrici di ultima generazione.

Onorevoli colleghi, il decreto finanziario del governo si preoccupa anche di rendere coerente la spesa pubblica con le nuove politiche introdotte dal governo su preciso mandato dei cittadini che hanno votato questa maggioranza.

In questo senso va, dunque, l'abolizione del fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, vista la nuova politica che vede gli immigrati di nuovo emigrare lontano da qui, cosa che rende il fondo pressocché inutile. Stesso discorso per i tagli a strade e ferrovie in Calabria e Sicilia, posto che tutti gli sforzi vanno destinati alla realizzazione del ponte sullo stretto, opera che questo governo vuole fortemente realizzare per la semplice ragione che tecnicamente si può fare e allora perché, vi chiedo, onorevoli colleghi, perché non dovremmo realizzarlo? Ne consegue, dunque, la necessità di sospendere la lavorazione di tutte le altre infrastrutture collaterali, strade statali e provinciali, che mal si concilierebbero con la maestosità del ponte che deve essere servito da nuove e grandissime strade la cui progettazione e realizzazione ci impegniamo a finanziare nelle prossime dodici legislature.

Questo decreto, onorevoli colleghi, è coerente in tutti i suoi aspetti con le nuove politiche del governo: a cosa servono infatti i fondi per l'incremento dei trasporti pubblici quando è intenzione precisa di questo esecutivo abolire detti trasporti per incentivare l'acquisto e l'utilizzo di auto private di grossa e imponente cilindrata da utilizzare anche quando si va a fare la spesa?

A cosa servono gli incentivi per i lavoratori pendolari che ancora si ostinano a prendere vetusti treni che hanno fatto il loro tempo anziché dotarsi di comode berline station wagon che al giorno d'oggi chiunque può acquistare a rate grazie alle tante finanziarie presenti nel paese che propongono tassi di interesse concorrenziali a tripla cifra?

E infine, a cosa servono i fondi per la riforestazione, quando viviamo in un paese che ha sempre più bisogno di spazio vitale per la costruzione di nuove discariche, termovalorizzatori, centrali nucleari, rampe di lancio di missili "spara e dimentica" di cui l'Italia vuole oggi fortemente dotarsi per aumentare il prestigio internazionale che si addice al suo ruolo nel mondo? E quando, se non ora, che al governo c'è un nuovo e autorevole presidente del consiglio, grande e saggio padre della patria di cui i libri di storia tramanderanno le gesta?

Onorevoli colleghi, Giulio Cesare disse: meglio essere primi in un paesino che secondi a Roma. Noi Roma ce la siamo già presa, ora è il momento di prendere il resto. Grazie per il sostegno che darete a questo decreto, quando si presenterà alle camere per la conversione in legge, con il vostro prezioso voto.

Grazie 


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28 maggio 2008

PERCHE' NON CI VAI TU?


 
Il ministro Scajola ha annunciato che "chi subirà il disturbo psicologico di ospitare una centrale nucleare dovrà essere premiato. Pensiamo a varie forme di incentivi. Ad esempio, occhiali da sole per tutti coloro i cui occhi dovessero diventare fosforescenti".


26 maggio 2008

SONDAGGI DI POPOLO/ LA GRAZIA AD ANNAMARIA FRANZONI

Il fatto è che stamattina, nonostante si avesse una marea di cose da fare, non si è potuto fare a meno di discutere della propostona di Rifondazione Comunista che, per bocca della compagna Armeni sul quotidiano LIberazione, ha proposto la grazia per Annamaria Franzoni. Oh, cazzo, ci siamo detti. Come mai questa propostona di clemenza sulla donna che apparentemente sta sulle balle a tutti gli italiani? Possibile che Rifondazione rischia deliberatamente di prendersi i pomodori sul faccino? E invece, vuoi vedere che davvero nella pancia degli italiani si aggira un virus clemente e innocentista nei confronti della Franzoni? E vuoi vedere che i primi ad avvertirlo e a tirarlo fuori sono stati i compagni ultrasensibili di Rifondazione mentre noi stiamo a pettinare le bambole da perfetti materialisti corrotti e decadenti?
Perciò, ci siam detti, qui urge sondaggio. Et voilà, eccolo qua.
(A scanso di equivoci - qualcuno potrebbe pensare che la nostra è una boutade, come si dice oggigiorno - precisiamo che il campione di circa 10 telefonate effettuate, corrisponde esattamente al campione nazionale - 4 interlocutori hanno votato Pdl, 3 Pd+Idv, 1 la Lega, 1 l'Udc e l'altro un cazzo perché sta sempre alle Maldive - quindi ci siamo). Pagnoncelli, il cartello 1 per favore, grazie.




23 maggio 2008

LA SOCIETA' DELLA MEDIASET



Fatece largo che passamo noi,
li giovanotti de Segrate bella,
semo i ragazzi a difesa dell'antenna
e sur satellite nun ce volemo annà.
e sur satellite nun ce volemo annà.

Ma che ce frega, ma che ce importa,
se l'unione europea c'ha detto basta
e noi je dimo, e noi je famo,
a' belli le frequenze nun ve le smollamo, ma però
noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro,

è mejo Fede d'Europa 7
chi cazzo l'ha mai sentita nominà.

Ce piacciono la Folliero, quelle de sipario elle veline
pecché nun te stanno affà moine,
e t'a danno senza parlà
La società della Mediaset,
e questa qua la mejo gioventù,
a noi ce piace de magna' e beve,
e de trasmette la pubblicità.

Paolo Romani!!!

portace n'artro decreto,
che noi te lo scrivemo,
e ar Pd ja risponnemo
embe', embe', che c'è?

E se veltroni, embe',
fa l'incazzato, embe',
e pure Di Pietro, embe',
mortacci loro, embe'.

Pe falla corta, per falla breve,
Mio caro Fini l'emendamento daglielo da beve
da beve, da beve, zan zan!

e cari miei questa è la maggioranza
colli miliardi dentro la panza,
e pure quest'anno. amo fatto er botto,
e l'anno prossimo ancora de più
e l'anno prossimo ancora de più

Che ciarifrega, che ciarimporta,
se Travaglio poi ce mette bocca,
e noi je dimo, e noi je famo,
a' Travà' c'hai rotto mò te ce mannamo, ma però
noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro,

se li taliani ce mettono a governà
noi se famo l'affari de chi c'ha messo qua

E in finale e per finire
cor cavaliere se n'annamo alle Maldive, dive, dive, zan zan 


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22 maggio 2008

IL CASO NON E' CHIUSO



- Che fai?
- Lavoro ad un nuovo plastico.
- Per chi è?
- Per Vespa, al solito, di nuovo Cogne.
- Cogne? Ma la Franzoni l'hanno arrestata, il caso non è chiuso?
- Infatti. Sto facendo il plastico della cella.


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20 maggio 2008

ERO PARTITO DEMOCRATICO MA DEVO ESSERMI PERSO



Siete già stanchi di questo governo nonostante non abbia ancora fatto nulla? Avete intenzione di rafforzare quanto possibile l'opposizione in modo che riesca a mandare a casa quanto prima questo esecutivo e questa maggioranza? Volete proporvi al principale partito d'opposizione italiano? Ora potete farlo, attraverso questo semplice test, approvato dalla direzione del Pd, allo scopo di verificare se siete idonei a ricoprire il ruolo di parlamentare del partito democratico alle prossime elezioni. Coraggio, è la vostra occasione. In bocca al lupo

La Spagna accusa il governo italiano di xenofobia nei confronti dei rom. cosa rispondi?
1) Non accettiamo accuse da mangiatortillas
2) Se continua così avrà pienamente ragione.
3) La spagna sbaglia.

Il neoministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, nega il patrocinio al Gay Pride affermando che la discriminazione sessuale in Italia non esiste. Cosa rispondi?
1) E' un ministro della Repubblica, ed evidentemente ha profonda cognizione del problema altrimenti non starebbe lì perché non è che in Italia si fa ministro il primo che passa, perciò se afferma questo, è senz'altro vero, quindi va bene.
2) La Carfagna sta lì proprio perché dica questo tipo di cose senza provare imbarazzo.
3) Il governo non è mica obbligato a dare il patrocinio.

Scoppia il caso Travaglio-Fazio. Il giornalista poteva o non poteva dire quello che ha detto su Schifani? Cosa rispondi?
1) Deve morire, lui e chi l'ha mandato in onda.
2) Certe cose in tv non si possono dire, ma noi ci batteremo perché si dicano, sempre e comunque.
3) Agguato, imboscata, oddio che orrore, ma non è possibile, qualcuno intervenga, si è lesa l'onorabilità della seconda carica dello stato, ommmioddio che vergogna.

Il sottosegretario alle comunicazioni, Paolo Romani, dà le pagelle ai giornalisti e conduttori televisivi, e dice: Travaglio fuori dai coglioni. Cosa rispondi?
1) Perché Travaglio sta ancora in mezzo ai coglioni? Ma vi muovete o devo venirlo a buttare fuori io?
2) E' la solita storia. Lavori solo se piaci a Berlusconi e ai suoi.
3) Il dialogo prima di tutto.

Nel decreto sicurezza in preparazione dal ministro dell'interno Maroni, spunta una norma sul patteggiamento che non c'entra una mazza con gli immigrati e che è già stata ribattezzata "la prima legge ad personam per Berlusconi". Cosa rispondi?
1) Ma non che non è vero, dai, ma come potete pensare che possa essere vero, ma dai, ma perché fate così, dai...
2) Adesso mi incateno davanti al parlamento e chiamo tutti i giornalisti del mondo a spese mie.
3) Risponde la segreteria telefonica del Pd. In questo momento non posso rispondere. Lasciate un messaggio e sarete richiamati.

Famiglia Cristiana pubblica un ennesimo articolo-invito ai parlamentari del Pdl a modificare la legge sull'aborto "visto che i numeri in Parlamento ci sono". Cosa rispondi?
1) Accogliamo l'invito e la modificheremo.
2) Ci opporremo con tutte le nostre forze.
3) Modifiche? ma certamente, sarebbe scortese rifiutare.

Cos'è che non vi è piaciuto dei due discorsi di Berlusconi alla Camera e al Senato in occasione del voto di fiducia?
1) Niente. Tutto splendido.
2) Non ho condiviso il 90% di quello che ha detto.
3) No, tutto bene.

Prevalenza risposte 1. Se siete già parlamentari del Pdl, che cazzo l'avete fatto a fare questo test?
Prevalenza risposte 2. Sareste degli ottimi parlamentari di opposizione a Berlusconi, ma purtroppo non in questa vita. Se credete nella reincarnazione, conservatevi il test.
Prevalenza risposte 3. Lasciate nome e indirizzo che un posto in lista Pd alle prossime europee non ve lo leva nessuno.


20 maggio 2008

ULTIM'ORA

AnsiaNews: 20 maggio 2008. Severo monito dall'Unione Europea all'Italia. I Rom e i rifiuti non possono essere smaltiti allo stesso modo.


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18 maggio 2008

IL BELLO DI ESSERE LIBERO

 


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16 maggio 2008

IL CORAGGIO DI DIALOGARE



Cari lettori, ormai sapete bene che ci facciamo in quattro per offrirvi sempre informazione pregiata, primizie di stagione, roba fresca e genuina e come spesso capita, direttamente dal produttore al consumatore, senza fastidiose intermediazioni. Un'altra firma di prestigio si unisce al nostro prezioso albo d'oro di collaboratori illustri che illustrano il nostro blog di cialtroni, dando lustro e lustrando tutto il template. Questa volta ospitiamo il principe dei riformisti del Pd, l'uomo che non ha paura di cantarne quattro a quei vecchi residuati bellici del giustizialismo di sinistra, l'uomo che ha fatto del giornalismo d'opinione una professione col papillon, signore e signori, direttamente dalle colonne di uno dei giornali più letti dagli addetti ai favori, con un mastondontico pezzo scritto in esclusiva per noi (anche se alla fine si lascia un po' andare, ma in fondo le emozioni sono emozioni) ecco a voi il direttore del Riformista, Antonio Polito. Grazie Antonio per l'onore concessoci.


IL CORAGGIO DEL DIALOGO

dI Antonio Polito

Accetto volentieri l'invito di questo blog a scrivere un pezzo che altrimenti avrei scritto per il quotidiano che dirigo, il Riformista. Ma mi sono fatto due conti: questo blog lo leggono mediamente trenta persone al giorno, il mio quotidiano una decina, per cui ho pensato che questa volta il mio pezzo lo avrebbe letto la quantità record di quaranta persone, per cui eccomi qua.

Come d'accordo scrivo un pezzo sul cattivo giornalismo e sui rapporti di questo con la politica del dialogo per le riforme, sempre più necessarie in questo paese. Come sapete, cari lettori, noi da sempre siamo su posizioni lontane da un certo manicheismo giornalistico che si crede in diritto di fare le pulci a questo a quel politico, e questo non mi piace, e quello è stato condannato, e quell'altro è indagato, e quell'altro ancora ruba la pensione alla vecchietta fuori dall'ufficio postale e perfino quello, si quello lì, che grazie alla politica, addirittura, si farebbe le leggi che gli convengono, come se fosse possibile farlo davvero in un paese realmente democratico e fortemente civile come il nostro.

Diciamolo chiaramente, parafransando un'involontaria frase felice che fu pronunciata da un regista di film di fantascienza: con questi giornalisti (faccio i nomi, io, non ho paura di nessuno: parlo di Santoro e Travaglio e di tutta quella combriccola di guastatori, da Micromega a Pardi, dall'Unità a certa Rai tre senza dimenticare Di Pietro) dicevo, con questi giornalisti non vinceremo mai. E infatti correttamente, un lungimirante Veltroni, da noi ben consigliato, si è ben guardato durante la campagna elettorale dal demonizzare l'avversario come quegli squallidi re del gossip giudiziario avrebbero invece voluto. Veltroni giustamente non l'ha fatto, anzi, si è comportato come un gentiluomo, avanti, prego, si accomodi, come va, saluti alla signora col risultato che le elezioni le ha perse lo stesso.

Che lezione allora, si può trarre da ciò? Qualcuno, figuriamoci, ha detto che non capiamo una mazza e che la colpa e nostra. Permettemi un triste sorriso di compatimento per questa patetica gente. Le cose stanno diversamente: noi non abbiamo dubbi, Veltroni ha sbagliato perché è stato troppo morbido, signorile, un po' damerino se vogliamo dirla tutta, si è comportato come un gentleman inglese quando avrebbe dovuto fare un po' il contadino ignorante e spiccio, invece così ha dato la sensazione che il PD non fosse un partito vero, serio, deciso, netto, intransigente e quando ci vuole (e sappiamo che spesso ci vuole) brutale. Un partito come Forza italia, ad esempio, che quando serve non gliene frega niente del galateo e va giù come un maglio, fotte un cazzo a me.

Ecco, veltroni ha peccato di eccessivo buonismo. Se in campagna elettorale, ad esempio, avesse preso quella combriccola giustizialista lì, e li avesse prima fatti cacciare dalla Rai, gli avesse fatto chiudere i giornali dove scrivono, se gli avesse fatto mandare la guardia di finanza a casa, la polizia sotto casa, i carabinieri a controllare i loro spostamenti, i servizi segreti a intercettare le telefonate ai cellulari, se gli avesse fatto staccare luce, gas e internet, se gli avesse fatto sequestrare i conti correnti in banca, come noi pure gli avevamo consigliato, le cose sarebbero andate molto diversamente, la gente avrebbe capito che aveva a che fare con un partito serio, deciso e cinicamente brutale che non si fa mettere alla berlina da una ventina di imbecilli e adesso molto probabilmente staremmo a commentare un'altra situazione politica, un'altra maggioranza e probabilmente io, per dirne una, starei al governo in quota giornalista di prestigio e non costretto a tornare a dirigere un quotidiano che leggono in dieci (e siamo sette in redazione).

Ma sarebbe sbagliato, adesso che la frittata è fatta, arrendersi e abbandonarsi allo sconforto e soprattutto darla vinta a quei cialtroni giustizialisti, a quei Roberto D'Agostino delle cancellerie dei tribunali, quei Wanna marchi delle sale d'attesa per gli interrogatori in procura, a quelle Silvana Giacobini delle sale d'ascolto delle intercettazioni dei tribunali che vorrebbero un giornalismo, pensateci per un attimo a quale tragedia sarebbe, indipendente dalla politica e anzi pregiudizialmente avversa ad essa. Un'Italia in cui un giornalista non si attovaglia felicemente con i politici al ristorante del Senato (guardate che si mangia divinamente, ve lo posso assicurare), una politica che non nomina gente come me chessò, a dirigere una Rai, un authority di qualcosa, uno di quegli enti dove non fai un cazzo ma guadagni come l'imperatore del Giappone.

E' davvero questa l'Italia che si vuole? Un'Italia in cui non si possono fare vacanze assieme, segnalare i nostri cari in posti di responsabilità retribuiti benissimo, alzare il telefono e parlare con chi di dovere per sveltire questa o quella pratica, un'Italia di gente impotente, come se fossimo plebe, persone senza importanza, comunissime vacche da condurre al pascolo e pazienza se l'erba è inquinata dalla diossina della monezza di Napoli. Ma stiamo scherzando? Noi ci opponiamo e ci opporremo con tutte le nostre forze contro una corrente di pensiero che vuole far regredire l'italia ai tempi della preistoria, quando non esistevano i viaggi premio, i gettoni di presenza e le telefonate affettuose.

Per questo, il dialogo con Berlusconi è importante, importantissimo, si deve assolutamente dialogare per fare in modo che maggioranza e opposizione si spartiscano, onestamente ed equamente, alla luce del sole e secondo precisi rapporti di forza, tutti i posti disponibili, poltronissime, poltrone, sedie, sedioline e strapuntini, fino all'ultimo scalino dell'ultimo ente di periferia, come dovrebbe essere in una democrazia che si dice moderna e avanzata. E non può essere tollerabile che qualcuno si alzi e punti il ditino accusatore raccontando presunti retroscena e denunciando presuntissimi accordi sotto banco e strane società per pilotare appalti, altrimenti è chiaro che tutto il castello se ne va in vacca, e si torna dritti all'età della pietra, abbiate pazienza.

Non tutto è ancora perduto, comunque: anzi, siamo ampiamente in tempo per allacciare un proficuo dialogo, e Berlusconi che ha capito perfettamente dove vogliamo andare a parare ed è contentissimo di questa scelta, sta lì disponibile e pronto ad accoglierci in grembo, con un sorriso di quattrocento metri quadri a ventiquattro carati. Però, attenzione, il cavaliere non è cretino, aspetta da noi, e presto, un preciso segnale di affidabilità. E questo segnale lo conosciamo tutti quale deve essere: dobbiamo liberarci una volta per tutte da questa zavorra moralista, giustizialista, rompicoglionista, spaccacapelli e rompicazzo, mettendola in condizione di non nuocere ulteriormente.

Non saremo mai credibili come forza d'opposizione se questa gente continua a ficcare il naso nelle inchieste dei magistrati e a sparare i risultati in quelle fumerie d'oppio il giovedì sera su Raidue, in prima serata, dove prima ti fanno cortesemente accomodare, ti danno un bicchiere d'acqua fresco e per tre ore ti inseriscono un siluro di tre metri senza vaselina, pretendendo poi che si rida alle belle vignette di Vauro! Provateci voi a ridere con una trave nel retrobottega! Il giochetto deve finire, noi si deve esser liberi di fare opposizione costruttiva per il paese. Abbiamo un'idea, che ci permettiamo di rivolgere al capo del governo ombra e dell'opposizione: la misura è colma, si abbia il coraggio di farla finita una volta per tutte e di osare per l'avvento del dialogo. Come? Ve lo dico io. E' ora di mettere l'intera combriccola sotto doppio controllo segreto.

Non ve la sentite? Ma che vi succede? Cosa è capitato ai riformisti che conoscevo, eh? Dov'è il vecchioi spirito? "Abbiamo paura di seguirti, Polito, potremmo finire nei guai"...Be' lasciate che vi dica una cosa. Non è finita!. E' forse finita quando i leghisti hanno bombardato di monnezza Napoli? Col cazzo che è finita! E qui non finisce. Per quanto mi riguarda se lo possono andare a prendere nel culo. Io no! Santoro? Morto! Travaglio? Morto! Di Pietro? Morto! Il Tgtreeeeeeeeee! Morto! Chi è con me? Avanti, all'attacco! AhaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhH!!!!!!!!!!!!!

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Francesco Rutelli
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