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Diario


18 gennaio 2010

ULTIM'ORA

CRONACHE
Animali: scoperta tratta di cuccioli ad Ancona. Decisivo l'infiltrato Brunetta.

CRONACHE
Nuove Br: si chiamano Manolo Morlacchi e Virgilio Costantino i due arrestati. Si erano conosciuti facendo i tronisti da Maria De Filippi.

CRONACHE
Processo Mediaset: giudici respingono richiesta avvocati Berlusconi: "Chiudiamola qui, senza rancore".

CRONACHE
Maxi-ingorgo: multate le Autostrade venete per imposizione sovrapprezzo pernottamento.

ESTERI
Haiti: Trovati alcuni italiani ancora dispersi. Erano a Taithi

CRONACHE
Criminalita': Alfano, "Calabria priorita' del Governo". Di centrosinistra.

POLITICA
Governo: Bossi, "con premier accordo di ferro". Ce l'hanno duro entrambi.  

ESTERI
Afghanistan: Karzai, "Kabul sotto controllo". Dei talebani.

ESTERI
Afghanistan: forze di sicurezza controllano centro commerciale. I saldi prima di tutto.

ESTERI
Turchia: Agca, "io sono Gesu' eterno". Brunetta prende appunti.



11 settembre 2009

SALVATE IL SOLDATO MARINA

Durissima intervista di Marina Berlusconi in difesa di papà rilasciata questa mattina al Corriere della Sera. E' un capolavoro di aggressività nei confronti di chiunque non stia allineato e coperto nella difesa della roccaforte di Palazzo Grazioli (e tutti significa proprio tutti) e vale la pena di leggerla: (per chi non ha lo stomaco, riassumiamo velocemente la sostanza: "Adesso avete rotto i coglioni". Noi invece consigliamo di leggerla e dato che offriamo sempre un servizio in più degli altri, abbiamo spiegato meglio certe frasi del "Marina pensiero" attraverso le "note del lettore", ndl, che trovate tra parentesi. Buona lettura e buon Marina-pensiero (si fa per dire, ndl).  


È stata in silenzio, in questi mesi (come sempre, a parte quando si tratta di rilasciare interviste anema-e-core con fotine belline di marito e figli "che-bella-famiglia" su CHI, ndl). Tranne quando Dario Franceschini parlò di Silvio Berlusconi come di un cattivo padre (ancora lo ringrazia, Marina, di avergli fornito quel destro spettacolare, genio di un Franceschini, ndl). Allora, Marina Berlusconi assieme ai suoi fratelli volle far conoscere la propria indignazione. Adesso, nell’ufficio nel cuore di Milano da dove governa sul mondo Fininvest (grazie a titoli accademici e professionali unici, riassumibili nella felice circostanza di essere la figlia del padrone, ndl), sfoglia infastidita la rassegna stampa sul gruppo di questi mesi roventi (guarda te, invece di CHI, cosa mi tocca leggere, ndl), in un intrecciarsi sempre più confuso tra storie private, società, politica.
«Guardi qua, i giornali ormai da mesi si occupano di noi, delle nostre aziende, solo come di trofei da spartire». Il suo sfogo parte da qui, ma va ben oltre.

Dopo aver dribblato la prima domanda (tradizione di famiglia, quella di selezionare le domande, ndl), quella d’obbligo: nei mesi scorsi non si è fatto che scrivere di divorzio, di Berlusconi dynasty...
«Di queste cose non ho la minima intenzione di parlare (semmai ne parlerà Signorini, ndl). Tantomeno sui giornali (a parte CHI, ovviamente ndl). Se le domande sono queste, intervista finita (l'allergia alle domande, un'annosa intolleranza genetica che affligge la famiglia, ndl)».

No, aspetti, e allora perché ha accettato questa conversazione?

«Intanto per dire che le ventimila persone che lavorano qui, e se consente (altra tradizione di famiglia, la richiesta retorica, ndl) mi ci metto anche io, meritano più rispetto (il vecchio trucco di nascondersi dietro i lavoratori, come scudi umani, funziona sempre, ndl). Stiamo parlando di aziende quotate, che creano ricchezza (in primis per la famiglia, ndl), che fanno informazione e cultura. Non siamo le casette del Monopoli che si prendono e si spostano di qui e di là (il ghost writer poteva fare di meglio ndl)».

Veramente tutto è cominciato con dichiarazioni di membri della sua famiglia. Noi giornali siamo venuti dopo...
«Senta, a me non interessa chi ha parlato e chi no (non posso insultare pubblicamente la moglie di mio padre, ndl). Io so solo che lavoro in questo gruppo da quasi vent’anni, da 13 sono al vertice della Fininvest…(e ci sto così bene che non mi schiodo nemmeno col napalm, chi deve capire, capisca, ndl)».

Lo sappiamo bene, ma...

«Ma niente! (oh, è proprio sua figlia, ndl). Sono rare le volte in cui ho visto la stampa occuparsi di noi per le cose che abbiamo fatto e per come lavoriamo (cioè articoli scritti da dipendenti o aspiranti tali, ndl). Ad esempio mi piacerebbe che si parlasse di Mediaset che produce un capolavoro del nostro cinema come Baarìa (l'ha appreso l'altro giorno leggendo Sorrisi e Canzoni), o di Mondadori che ha appena vinto un premio del peso del Campiello (Fede ci apre il tg stasera, ndl), e che proprio in questi giorni ha portato anche in Francia un marchio come Grazia (Minzolini, prendi appunti, che ci apri il tg domani, ndl), vale a dire la moda, lo stile di vita, il gusto italiano. In Francia, ripeto, dove su queste cose hanno sempre dato lezioni a tutti (ecco le notizie che dvorebbero essere date, ndl)».

Ho capito, vi sentite delle vittime, da una parte voi, primo gruppo multimediale in Italia, dall’altra il resto...

«No, solo la verità (altra intolleranza familiare genetica: la verità è solo quella che dico io, ndl). Di noi si parla sempre o quasi per il conflitto di interessi (ce ne dobbiamo dimenticare, lo vogliamo capire o no?, ndl), e ora ci mettiamo anche la dynasty (anche di questo non si deve parlare. Seguirà comunicato ufficiale su CHI, ndl). Eppure in questi 13 anni qualcosa di buono l’abbiamo fatto (Ad esempio, soldi a palate da quando papà è al governo, ndl). Abbiamo investito massicciamente, 18 miliardi di euro, e un altro miliardo anche in un 2009 così difficile. E se 13 anni fa su 100 euro di fatturato ne guadagnavamo 4, oggi siamo quasi arrivati a cinque volte tanto».

Non c’è dubbio, a crescere siete cresciuti e anche un bel po’...
«Se è un’allusione alle aziende della famiglia del premier (minchia, siamo sul nervosetto spinto. Ci dev'essere un clima da crisi dei missili a Cuba, ndl) allusione per allusione, visto che vanno molto di moda le residenze in Svizzera o i pagamenti in nero (decisamente, siamo in piena sindrome guerra nucleare imminente, ndl), voglio ricordare che in questi 13 anni abbiamo pagato tra imposte e contributi la bellezza di 7 miliardi di euro, il che significa quasi un milione e mezzo versato ogni giorno nelle casse dello Stato (volete una medaglia al valore? ndl)».

Allora la lotta per la successione se la sono inventata i giornali?
«E finiamola con questa storia della successione (ci stiamo sbranando, dannazione, ndl). Intanto, grazie a Dio, l’argomento non è sul tavolo perché mio padre gode di ottima salute (motivo in più per cercare di tirarlo per la giacchetta, ndl). E comunque ogni decisione spetta solo ed esclusivamente a lui (che finora era d'accordo con me e Piersivio prima che quelle là si mettessero a fare casino, ndl)».

D’accordo: qui si pensa soprattutto a lavorare. Ma, come per tutti, questo non mi pare uno dei periodi più esaltanti. L’editoria, per esempio, non vi sta dando tutte queste soddisfazioni..
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«Che il momento sia molto difficile e costringa chiunque, in tutto il mondo, a cambiamenti anche dolorosi, mi pare fin troppo evidente (sarebbe successo anche a noi se non avessimo papà al governo, ndl). Formule magiche non ce ne sono e non ce ne saranno (difficile andare al governo anche in altri paesi, ndl). Non aspettiamoci miracoli dai nuovi mezzi. Su Internet gli editori non hanno ancora trovato un modello che permetta di guadagnare, anche se bisogna continuare a sperimentare. Detto questo, piangersi addosso o fare le Cassandre del nostro mestiere non serve a niente (rende molto di più fare le vittime su altri fronti, ndl)».

E quindi come se ne esce?
«Non ho la pretesa di dare lezioni a nessuno (fintanto che papà governa va bene così, ndl), ma credo che la ricetta sia sempre la stessa, quella che alla Mondadori stiamo seguendo: lavorare bene, lavorare molto sulla qualità, e continuare a investire, nonostante la crisi, sui nostri prodotti, in Italia e all’estero (che poteva dire? Che Mondadori chiude?, ndl)».

Ammetterà che è quello che dicono tutti (ecco, appunto, ndl).
«Ammetterà lei che è stata una scelta molto coraggiosa quella di lanciare, in un anno così duro, Grazia in Francia (ancora 'sta Grazia?, Manco avesse lanciato il Wall Street Journal in Corea del Nord!, ndl) seguendo una strategia che in pochi anni ci ha permesso attraverso il 'Grazia Network' di essere presenti con questo marchio fortissimo in 13 Paesi (però non dice quali, dal che si deduce che la Francia dev'essere l'unico paese spendibile a livello di comunicazione, diversamente figuriamoci se non faceva l'elenco completo, ndl)».

Resta il fatto che per gli editori il futuro è perlomeno tutto da decifrare.
«Guardi, le faccio un esempio magari banale (evidentemente non banale non è possibile, ndl) ma significativo. Ai miei due figli, che hanno uno cinque e l’altro sei anni e mezzo, sto leggendo dei libri sulla mitologia greca. E loro ascoltano le storie di Teseo, Achille, Ulisse, con la bocca spalancata. Storie che hanno qualche millennio. Ma che sono in realtà senza tempo, perché sanno soddisfare l’eterno bisogno dell’uomo di emozionarsi, di far correre la fantasia, di conoscere, di capire. Fare l’editore significa saper soddisfare questo bisogno (qui non si può far a meno di immaginare una riunione strategica con i vertici manageriali della Mondadori che faticano a fingere entusiasmo e a trattenere le risate allorquando la Marina illustra le sue strategie aziendali del maggiore editore italiano con la storiella che lei legge Omero ai suoi figli. Detto vertice ha tutta la nostra compresione, ndl). Ed è per questo che credo sia un mestiere eterno, e anche uno dei più complessi e affascinanti (ripeto: di sicuro non mi schiodo da 'sta poltrona almeno per l'eternità, chi deve capire, e si ostina a non capire lo capisca, ndl)».

Da quel punto di vista allora la televisione oltre a essere affascinante produce anche un bel po’ di utili.
«Che c’entra, sono cose diverse (lì c'è mio fratello, un giorno magari potremo anche fare a cambio, ndl). Sulla televisione comunque mio fratello Piersilvio sta facendo un lavoro eccellente (purtroppo non può dire che è il miglior presidente Mediaset da quando esiste Mediaset è allora è costretta a dire solo "eccellente", ndl). Si è inventato dal nulla, in pochi anni, un nuovo business, quello della tv a pagamento (la legge Gasparri che ha imposto il digitale terrestre non c'entra nulla, ndl). E in questo modo, come fece tanti anni fa con la Rai, Mediaset sta incrinando un altro monopolio, quello di Sky (allora c'era Craxi, oggi c'è direttamente papà a fare le regole, ndl). Non pretendiamo che ci dicano 'bravi' (però le piacerebbe, ndr), ma che a sinistra facciano addirittura un gran tifo per Sky... Buffo, no? (non è buffo, è tragico, ma questa è la sinistra che abbiamo, ndl) Se c’è di mezzo Berlusconi, va bene anche saltare da Marx a Murdoch (Impennata d'orgoglio del ghost writer dopo le debolucce Monopoli e le Cassandre. Forse si salva il posto, ndl). L’importante è andargli sempre contro (il fatto è che non ce lo meritiamo, Berlusconi, questa è la verità, ndl)».

Diciamo che nemmeno suo padre ci va leggero con i giornali. Se apriamo il capitolo delle critiche, degli attacchi, non si finisce più.
«E vuole che non lo apra? Del resto — anche evitando accostamenti che non reggono — gira e rigira il punto è sempre quello. Per definire quanto hanno cercato di fargli in questi mesi mi vengono solo due aggettivi: 'indegno' e 'vergognoso'("criminoso, chissà perché no, ndl)».

Ma...
«E non sono affatto sufficienti. Una cosa positiva però c’è: tutto questo ha dato ancora di più a me come figlia la misura della grandezza e della qualità umana di mio padre (papà, quando sarà il momento, ricordati di chi ti ha saputo difendere, ndl), e dell’enorme distanza fra lui e chi ha cercato di distruggerlo in quel modo (e di chi è rimasto a guardare, si potrebbe aggiungere, ndl). Guardi come ha reagito, come è riuscito ad andare avanti, a continuare a governare il Paese — e, mi lasci dire (mi consenta, mi lasci dire, questi parlano tutti uguale, ndl), anche molto bene — durante una crisi economica drammatica da cui l’Italia sta uscendo meglio di molti altri (mi sa che l'ho già sentita, ndl)».

Guardi che suo padre ha reagito, e con durezza, contro i giornali. La libertà di stampa è un valore fondante.
«Questa poi di un’Italia dove la libertà di stampa è a rischio... (lasciatela a noi, la libertà di stampa, una volta che l'avremo acquistata, penseremo a tenerla ben al sicuro, ndl). A rischio in un Paese in cui il capo del governo viene sottoposto per mesi a un vero e proprio linciaggio? So perfettamente quanto sia preziosa la libertà di stampa (non possiamo ancora acquistarla, ma un giorno ce la faremo, ndl), e non solo perché faccio l’editore (come fa l'editore Marina Berlusconi ne sa qualcosa Panorama, che era la prima rivista italiana in termini di autorevolezza, ndl). Semmai la questione è come e per quali scopi questa libertà viene usata (quando sarà nostra, rilasceremo regolari licenze ndl). Qui qualcuno sembra essersi dimenticato che ogni libertà ha un limite ben preciso, che è il rispetto della libertà altrui (la famosa casa delle libertà di Guzzantiana memoria, ndl). Liberi i giornalisti (si fa per dire, ndl), ma libero anche Berlusconi (non si fa per dire, ndl). Libero, come tutti, di avere una vita privata, e libero di reagire, anche duramente, ad accuse che non sono accuse, ma calunnie infamanti (e se lo dicono in due, lui e Ghedini, dev'essere vero, ndl). Mi pare che certa stampa faccia finta di dimenticare che la libertà non è un suo privilegio esclusivo, ma un diritto di tutti. La domanda la faccio io a lei: non crede si sia superato il limite? (in effetti mancano solo sette televisioni su sette e poi tutti avranno dato queste notizie, ndl)».

A giudicare dalla confusione, qualcosa è successo (tengo famiglia, ndl). Ma per quello che ci riguarda (non siamo Repubblica, ndl) abbiamo sempre e solo usato, anche per le ultime carte da Bari, il metro della professionalità, dell’equilibrio e della pubblicazione di notizie, fatti e documenti.
«No, non sono assolutamente d’accordo (lei se ne intende, è editore, ndl). Quei documenti in base alla legge non erano pubblicabili (dopo "verità" e "libertà" stanno per acquistare anche i diritti di definizione di "legge", speriamo almeno li paghino cari, ndl). E comunque al loro interno non c’è nulla che abbia il benché minimo rilievo penale (promemoria per papà: dobbiamo acquistare anche i diritti di definizione di "etica" e "opportunità", così la facciamo finita, ndl). Il dramma è che in quest’aria irrespirabile si tende a non fare più distinzioni, a considerare ammissibile (gli articoli di CHI, ndl) e quello che è e dovrebbe rimanere inammissibile (tutto il resto, ndl). E sa da dove tutto è partito? Dal fatto che un’opposizione di cui si sono perse le tracce (qui, in effetti, come darle torto?, ndl) ha lasciato il suo mestiere, da troppo tempo (dai tempi della Bicamerale, per l'esattezza, ndl), nelle mani di alcune testate ben precise e di un gruppetto di magistrati (i soliti sovversivi, ndl): addio politica, avanti con i dossier, i pettegolezzi, il fango (sarebbero le inchieste di procure autonome come dice quel ferrovecchio della Costituzione, ndl). Guardi l’equazione scellerata che certi giornali applicano: libertà = dare addosso a Berlusconi (veramente addosso a Berlusconi pare ci fosse altro, ndl) = essere costretti a pensarla come loro (Perciò dobbiamo tutelare la popolazione con Minzolini e soci, altrimenti finisce che se ne vanno tutti dietro a Repubblica, ndl). E se la stragrande maggioranza degli italiani non è d’accordo (com'era l'ultimo sondaggio? "Preferite Berlusconi che se proprio ci tenete una velina ve la dà da trombare oppure la sinistra che vi succhierà il sangue fino a rendervi cadaveri"?, 80% Berlusconi, 20% ha sbagliato risposta, ndl), vuol dire che sbaglia. Invece no, libertà vuol dire essere liberi di poterla pensare diversamente senza per questo sentirsi dare del cecchino prezzolato (coda di paglia, ndl)».

Sia esplicita, a chi si riferisce? A Feltri? (ma va'?, ndl)
«Anche. Non sempre mi trovo d’accordo con lui (quando ha detto che papà era impotente, ad esempio, ndl), ma oltre ad essere un fuoriclasse assoluto nel suo mestiere (da quando l'abbiamo riassunto, ndl), è un esempio lampante di giornalismo libero (da quando l'abbiamo riassunto, ndl). Siccome però oltre che essere libero è anche controcorrente (da quando l'abbiamo riassunto, ndl), allora va messo all’indice (riassumendo: gli atti di Bari non vanno pubblicati perché "contro la legge", mentre l'informativa anonima su Boffo frocio e "attenzionato dalla polizia", è giornalismo libero. Firmato: il maggior editore di questo paese, ndl)».

Mi pare chiaro, alla fine, che lei non abbia il minimo dubbio: quelli contro suo padre sono stati tutti e solo colpi sotto la cintura...
«A volte, più che colpi sotto la cintura mi sono sembrati veri e propri tentativi di pugnalarlo alle spalle. Ma per fortuna mio padre ha i riflessi pronti (che stia propriamente in forma, s'era in effetti visto, ndl)». 


20 luglio 2009

DIGITALE PEDESTRE (O DEL BOLLINO CHE SAPREI DOVE METTERTELO)



Grandi novità in vista per i telespettatori a causa della guerra commerciale tra Rai e Mediaset contro Sky, con canali che escono dai boquet e nuovi canali che nascono per rimpiazzare gli altri. Il telespettatore però rischia di non capirci più niente. E' necessario quindi fare un po' di chiarezza. Ecco a quali scenari andiamo incontro e come cambierà il panorama televisivo analogico, digitale e satellitare, sia dal punto di vista dei canali che da quello della dotazione tecnologica per riceverli correttamente.

ANALOGICO. E' la tv come siamo abituati a concepirla da decenni. L'antenna sul tetto, il cavo bianco che esce dal muro e che si collega dietro al televisore che aveva un solo buco disponibile, appunto quello dell'antenna. Roba decrepita, dimenticatela. oggi il retro dei televisori presenta una griglia di prese tutte diverse che per riconoscerle serve o una laurea in ingegneria o una quindicina di giorni da trascorrere dietro allo schermo infilando e sfilando cavi a casaccio, e prendendo appunti appena lo schermo si illumina (Ad esempio, infilato cavo Y nella presa Z, riscontrati segnali di vita sottoforma di brevi sfarfallii dello schermo su fondo blu con scariche periodiche di chiara forma aliena: stanno per contattarci, è ormai certo). Potreste anche disfarvi dell'analogico ma sarete costretti a rinunciare a vedere canali come Teletevere, Teleradio Val Brembana e TeloDicoIoComeHaGiocatoLaRoma. Impossibile disfarsene, si terrà.

DIGITALE TERRESTRE. Qui comincia il bello. Per ricevere le trasmissioni del digitale terrestre, dove trasmettono già (e sempre di più trasmetteranno) le nostre amatissime reti nazionali Rai, Mediaset e La7, bisogna dotarsi di un decoder digitale terrestre da collegare al televisore tramite una presa Scart. Di seguito, alcuni utili consigli per tipologie di utenza.
Avete collegato il tv al decoder e non si vede un cazzo? Non vi scoraggiate, non siete i soli. Il problema può dipendere da circa 30 ragioni e oltre 300 variabili per ciascuna di essa, per cui dovete chiamare, nell'ordine: un antennista; un esperto di TLC via DTS (non sapete di che cazzo si parla? E perciò dovete chiamare un esperto); un medium mediamente bravo, di quelli che mettono in contatto con gli spiriti. Se non riuscite a risolvere, mi sa che dovrete darvi al cinema.
Avete collegato il Decoder al tv e si vede a scatti? Può dipendere da circa 46 motivi e circa 1400 variabili di motivo. Dovete chiamare nell'ordine: un antennista (che dirà che la colpa è dell'emittente "che trasmettono alla cazzo, pecché quelli nun li vonno spenne li sordi, macché se trasmette così, ma nun esiste, provace a trasmette co' sti trasmettitori da campeggio a Stoccolma tanto per dire, ma manco te fanno comiuncià, signò, qua è tutto un magna magna". Oppure dirà: "quanto l'hai pagato 'sto gioiello? trenta euro? E tu mi chiami per un decoder da trenta euro? Ma spendili i soldi, a' taccagno, io manco ce le metto le mani, spendi prima duecento euro e poi ne parliamo. Arrivederci, anzi arrivederci un cazzo, dammi settanta euro per il disturbo").
Se non funziona potete provare con il call center della Rai (che dirà, ammesso che qualcuno risponda: "probabilmente è una interruzione del segnale DTS su trasmissione TTB, che genera un'interferenza di tipo FOD con sprazzi di WWT. Deve provare a risintonizzare i canali". Se alla trecentottantesima risintonizzazione vi venisse il sottile dubbio che vi stanno prendendo per il culo alla stragrandissima, no non temete: è proprio così.
Infine, potete affacciarvi all'appartamento affianco e chiedere al vicino: ma tu vedi qualcosa? E lui ovviamente dirà "Io vedo tutto, ho un sistema TLC WI-FI-In Banda Larga, con HHD in presa HDMI direttamente via cavo da Viale Mazzini e da Cologno Monzese, fatto in esclusiva per me". Non è vero un cazzo, in realtà lui finora ha comprato 14 televisori e 47 decoder, li ha collegati tutti  a caso e per la legge dei grandi numeri ogni tanto si attiva un segnale e lui si piazza tutto contento davanti al tv. Poi il cane passa sopra uno dei 3200 cavi che ha steso per terra e salta tutto. Potete fare come lui, se avete un budget di 75mila euro per il primo anno.
Avete collegato il decoder alla tv e si vede bene tutto? Avete un gran culo, ma attenzione: avete fatto caso se il vostro decoder ha il bollino bianco? No? Guardate un po'... Non ce l'ha, eh? SIETE DEI PIRLA! Vi siete fatti fregare! Il Bollino bianco distingue i decoder digitali moderni, abilitati alla ricezione dei canali WTR in modalità TTR con tecnologia SDF per permettere l'interattività RVB con la modalità NGR dai decoder VECCHI, TRISTI, FARLOCCHI, che non ricevono l'HHDD in modalità WOW e OOOOH e vi fanno fare figure di merda coi vicini. E non è tutto: come farete poi ad abilitare la ricezione HHY in modalità 800 milioni di colori, obbligatoria a partire dal primo gennaio 2010, secondo la normativa prevista dalla legge Gasparri all'articolo quinto secondo comma scritto in cirillico? Eh cazzo uno le cose le scrive, però se non andate nemmeno a leggere, dai...

SATELLITARE. Se siete abbonati a Sky, attualmente avete una padella antiestetica attaccata secondo fantasia dell'antennista in posti improbabilissimi e pericolanti del muro esterno epperò ricevete i canali Sky, le sette reti nazionali Rai-Mediaset e LA7, più i canali Sat della Rai, Extra, Premium, Gambero Rosso, Rai Sat Yo Yo. Con la guerra commerciale in corso tra Sky da una parte e Mediaset dall'altra con la Rai che stranamente è appiattita sulle posizioni di Mediaset, ma sarà senz'altro un caso, la Rai ha deciso di uscire con i canali SAT da Sky per approdare sul digitale terrestre e su una piattaforma satellitare chiamata TivùSat (ne parliamo più avanti), che alcuni prevedono sia la prima mossa per un trasloco totale con i canali generalisti. Per il momento, Sky (che non ci pensa minimamente ad abbassare i prezzi degli abbonamenti, anzi semmai li rialza) risponde alle assenze con un'infornata di nuovi canali per compensare la perdita Rai.
Avremo quindi Sky Retrò, con i telefilm degli anni '70), Sky Antico (con i telefilm degli anni '60), Sky Putrefatto (con i telefilm degli anni '50) e Sky Paleolitico (con le riunioni dei creativi degli anni '40 che proponevano una nuova invenzione: i telefilm). Non solo: se dovesse uscire da Sky anche Rai Cinema, niente paura, Sky è gia pronta con Sky Cinema Italia, "I migliori film e autori italiani, dalla A di Alvaro Vitali alla V di Vanzina.". Nessun timore anche per i cartoni animati: se dovesse uscire Rai Sat Yo Yo, è già pronta Baby Tv, confezionato da Fox, è il primo canale in cui gli spot non sono interrotti da fastidiosi programmi e vanno avanti 24 ore su 24.

TIVU'SAT. E' la nuova piattaforma satellitare che Mediaset si è inventata per danneggiare Sky e che stranamente, ma sarà senz'altro un caso, è stata subito appoggiata dalla Rai. In pratica si tratta di acquistare un nuovo decoder capace di ricevere le trasmissioni RAI Mediaset-La7, che si potranno vedere solo là. Per fare ciò bisognerà spendere un centinaio di euro per acquistare il decoder per poi farsi il segno della croce e e avanzare a colpi di machete verso il retro del televisore, aprendo un varco nella foresta di cavi attualmente presente e con la terribile certezza addosso che niente sarà più come prima, per poi scoprire che le sole due prese disponibili sono già state occupate dalle due ciabatte scart da otto prese ciascuna, tutte occupate dai decoder, monitor, lettori dvd, videorecorder su dvd, hard disk multimediale, telecamera, telecamera HD,e tutte le altre cazzate che nel frattempo ci siamo comprati solo perché il vicino ce le aveva e le avessimo usate una cazzo di volta. 


13 maggio 2009

BUONGIORNO, CHICCO



IL Grande Sonno è il nuovo clamoroso libro di Enrico Mentana, il giornalista più equidistante che l'Italia può vantare. In attesa di leggere il libro e di farci un'opinione equidistante, ci pregiamo fornire ai milioni di lettori di Vocidipopolo, la lettera INTEGRALE (i media ufficiali, poverini non ce l'hanno fatta ad averla e hanno dovuto accontentarsi di brevi e insignificanti stralci) che Mentana inviò a Fedele Confalonieri all'indomani della vittoria di Berlusconi alle elezioni del 2008. 


Caro Presidente Confalonieri,

La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C'era tutta la prima linea dell'informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving... Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine.

Come lei sa, Presidente Confalonieri, c'è un mistero che riguarda i miei ultimi quindici anni che attende sempre di essere svelato.

Tutto inizia nel'94, quando una segretaria entra nel mio ufficio con una tazza di tè.
Ricordo di aver chiesto cosa ci facesse con quel tè, visto che a me il tè fa schifo, ma al momento non approfondii più di tanto, ero distratto dal video di Silvio Berlusconi che annunciava che sarebbe sceso in politica.

Così bevvi quel tè senza pensarci più di tanto.  Da quel momento, come lei sa, Presidente Confalonieri, non sono stato più lo stesso di prima.

Non che le mie facoltà mentali fossero diminuite, anzi, tutto ad un tratto mi sentivo anche meglio, più forte e più consapevole delle mie responsabilità di direttore di telegiornale. Ero sempre intenzionato a fare un Tg obiettivo e non al servizio dell'editore, ma da quel momento, in me era subentrata una nuova forte consapevolezza.

Mi sentivo per la prima volta, equidistante. Questa nuova inebriante condizione, mi portò a fare delle scelte che a rivederle oggi mi appaiono discutibili, ma allora non le consideravo tali.

Ricordo ad esempio che Berlusconi una volta parlò dell'emergenza criminalità nelle citta e a me parve una bellissima idea quella di infarcire ogni mattina il telegiornale con mattanze di vario genere, stragi, omicidi, stupri, scippi, furti, rapine. E quando non si riusciva a trovare niente di forte, ripiegavo su risse, accoltellamenti, liti del traffico, turpiloqui da strada, duelli verbali condominiali.

Ricevetti molte critiche per quella linea del Tg5, ma seppi rispondere a tono: cosa volete, io sono equidistante, se porto in primo piano la criminalità non è certo perché me l'ha ordinato Berlusconi, come vi permettete ad insinuare una cosa del genere? Io sono equidistante, mica sono Fede, Liguori, Giordano, Rossella, Mimun. Io sono Mentana e sono equidistante.

Identica cosa in occasione dell'emergenza immigrazione. Berlusconi aveva detto che gli sbarchi erano troppi e io ho cominciato con Telesbarchi 24 ore su 24. Anche lì, critiche a pioggia: esegue gli ordini del padrone, ha attaccato il ciuccio dove gli ha indicato l'editore ecc ecc, come se fossi un Fede qualsiasi. Cazzate, mi perdoni il termine, caro Presidente. Sapevo benissimo cosa stavo facendo. Nient'altro che il giornalista equidistante.

Anche quella volta che Santoro fece quella puntata incentrata sul fatto che stavano per cacciarlo, assieme a Biagi e Luttazzi: ricordo che feci un intervento che in pratica diceva, "figuriamoci se veramente vi cacciano", "figuriamoci se veramente vi oscurano", "figuriamoci se veramente la Rai si inginocchia al premier. Un minuto dopo scenderemmo tutti in piazza e ci incateneremmo al primo albero disponibile a Viale Mazzini".

Ebbene, quando poi li cacciarono, furono in molti a non incatenarsi e a fischiettare motivetti allegri su arie tranquillizzanti. Ricordo che mi chiesero: e allora, Mentana?

Io non ebbi alcuna difficoltà a rispondere: ricordo che dissi qualcosa sul fatto che incatenarsi non sarebbe stato equidistante, e io, come tutti sanno, essendo equidistante, non avrei certo potuto continuare ad essere equidistante come lo ero stato fino a quel momento se ad un certo punto, prendevo e mi incatenavo.

Ma non mi misi certo a fischiettare come gli altri io, no no no no. Ricordo che feci dei dottissimi e argomentatissimi interventi in cui spiegavo che non potevo certo accettare la tesi che un editto bulgaro ci fosse effettivamente stato, altrimenti la mia equidistanza sarebbe andata a farsi benedire.

Doveva allora trattarsi di qualcos'altro, qualcosa di più semplice della solita dietrologia a cui questa Italia non equidistante da tempo si è abbandonata.

Quale era allora la soluzione? La cercai a lungo e alla fine la trovai. Quasi sicuramente Biagi si era ammalato, sa,l'età avanzata a volte gioca brutti scherzi, forse Luttazzi era semplicemente stufo di fare televisione, e Santoro, be' Santoro lo conosciamo, se non è al centro dell'attenzione ogni volta, lui fa di tutto per esserci.

Ecco, si era trattato di questo, e io ero riuscito ad accorgermene soltanto perché ero riuscito ad essere equidistante. Subito dopo, come ricorderà certamente Presidente Confalonieri, Berlusconi disse che quella di Luttazzi non era satira ma diffamazione, mentre a lui invece piaceva la satira, e citò ad esempio la satira buona di Sabina Guzzanti.

Io colsi la palla al balzo e con mossa ardita, da vero giornalista equidistante di un Tg equidistante, cercai Sabina Guzzanti per intervistarla, in orario di massimo ascolto.

La Sabina disse che accettava ad una condizione: che in chiusura dell'intervista lei avrebbe espresso solidarietà a Luttazzi, io ovviamente acconsentii e registrai l'intervista che mandai in onda senza le frasi di solidarietà che avevo accuratamente tagliato.

Successe un putiferio, mi insultarono con epiteti che ora non sto nemmeno a ripeterle, caro Presidente Confalonieri, anche perché all'epoca mi scivolarono addosso senza conseguenza alcuna. Avevo obbedito ad un preciso input dell'editore? Ma assolutamente no, ci mancherebbe.

Semplicemente, avevo tagliato quelle frasi perché non erano assolutamente in tono con l'equidistanza che doveva permeare tutta l'intervista. Ecco tutto.

Caro Presidente Confalonieri, in tutti questi anni me ne hanno dette di tutti i colori perché lavoravo a Mediaset. La cosa più gentile  che m'hanno detto è che ero la foglia di fico di un regime mediatico scientifico e inesorabile nel comunicare l'immagine del padrone. E io sorridevo, li compativo questi accusatori del nulla, perché io sapevo, ero convinto, nel mio animo più profondo, di essere un giornalista equidistante.

Ora però qualcosa è cambiato. L'altra sera a quella cena dove tutti giocavano a zompacavallo, facevano la classifica dei loro Tg con quanti voti avevano spostato coi singoli servizi subito prima di fare la danza maori culminata poi in una colossale orgia, per la prima volta non mi sono sentito come sempre, cioè equidistante.
Non solo non lo ero, ma al contrario mi sentivo a disagio.

Cosa ci facevo io in quel momento nella squadra degli All Media Blacks del Presidente del Consiglio?

Caro Presidente, non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, vestono allo stesso modo, si pettinano allo stesso modo e soprattutto pregano sullo stesso tappettino rivolto in direzione Arcore allo stesso modo.

Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedì. Oppure, se questo non è possibile, potrei avere ancora una tazza di quel tè particolare?

Suo
Enrico Mentana         

Enrico Mentana
Il Grande Sonno
Edizioni del Buongiorno
Pagg 150
60 Euro.


25 luglio 2008

SILVIO, SCUSA (CANZONE D'AMORE)



Diciamo la verità: forse ha ragione Berlusconi quando dice che abbiamo un po' tutti esagerato, i giudici, la stampa, l'opinione pubblica, tutti a dargli addosso, e Silvio di qua e Silvio di là, e ha fatto questo e ha mentito su quello e pitipim e patapam. Avete visto che ha detto? Chi mi risarcirà di tutte le infamità che sono state dette su di me? Sapete che c'è? C'ha ragione! Ed è un vero signore quando dice che almeno si aspetterebbe delle scuse, che tra l'altro "non arriveranno". Vedete? Non serba rancore, vorrebbe semplicemente delle scuse. E noi, che in questi anni lo abbiamo attaccato, deriso, umiliato, ovviamente adesso facciamo i vaghi, fischiettiamo qua e là. No no no, non si fa così. E allora, vocidipopolo dà l'esempio, dedicando al nostro Silvio una canzone famosa riscritta per l'occasione. Forza Silvio!

Teorema
(senza Silvio questo paese che cos'è?)
(di Vocidipopolo-Marco Ferradini)

Prendi Berlusconi, digli che ruba
accusalo di evadere le tasse
Mandagli avvisi di garanzia
così tanti come se piovesse
fallo sempre sentire braccato
dosa bene intercettazioni e crudeltà
cerca di essere un giudice spietato
sii sempre stronzo, qualsiasi risposta ti dà

E stai sicuro che non se la prenderà
lui è uno che alla fine rancore non c'ha
e sta' sicuro che ti perdonerà
chi è troppo ricco invidia ti fa

Prendi Berlusconi, digli che mente
che è inadatto a governare
Non farti vivo e quando ti chiama
digli che è un altro il numero da fare
fagli capire che non è poi così affascinante
che si porta davvero male la sua età
cerca di essere un suo falso amico
ma fuori da Arcore nessuna pietà 

E tu vedrai che non se la prenderà
magari un po' nervoso, ma poi gli passerà
e allora vedrai, che ti parlerà
e di come hai potuto far schifo, non si ricorderà

No, caro Di pietro, non sono d'accordo
tu parli da giudice fallito
proprio stamane
lui è stato assolto
E' inutile che fai lo sbigottito
non esistono leggi a sfavore
le hanno tutte cancellate già
accetta pure l'ultimo lodo col cuore
vedrai che un dirigente Mediaset è già in cerca di te

Senza Silvio questo paese che cos'è?
su questo Walter, sarai d'accordo con me
senza la Fininvest, questo paese più non c'è
e' questa l'unica legge che c'è


26 giugno 2008

SPOT


23 maggio 2008

LA SOCIETA' DELLA MEDIASET



Fatece largo che passamo noi,
li giovanotti de Segrate bella,
semo i ragazzi a difesa dell'antenna
e sur satellite nun ce volemo annà.
e sur satellite nun ce volemo annà.

Ma che ce frega, ma che ce importa,
se l'unione europea c'ha detto basta
e noi je dimo, e noi je famo,
a' belli le frequenze nun ve le smollamo, ma però
noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro,

è mejo Fede d'Europa 7
chi cazzo l'ha mai sentita nominà.

Ce piacciono la Folliero, quelle de sipario elle veline
pecché nun te stanno affà moine,
e t'a danno senza parlà
La società della Mediaset,
e questa qua la mejo gioventù,
a noi ce piace de magna' e beve,
e de trasmette la pubblicità.

Paolo Romani!!!

portace n'artro decreto,
che noi te lo scrivemo,
e ar Pd ja risponnemo
embe', embe', che c'è?

E se veltroni, embe',
fa l'incazzato, embe',
e pure Di Pietro, embe',
mortacci loro, embe'.

Pe falla corta, per falla breve,
Mio caro Fini l'emendamento daglielo da beve
da beve, da beve, zan zan!

e cari miei questa è la maggioranza
colli miliardi dentro la panza,
e pure quest'anno. amo fatto er botto,
e l'anno prossimo ancora de più
e l'anno prossimo ancora de più

Che ciarifrega, che ciarimporta,
se Travaglio poi ce mette bocca,
e noi je dimo, e noi je famo,
a' Travà' c'hai rotto mò te ce mannamo, ma però
noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro,

se li taliani ce mettono a governà
noi se famo l'affari de chi c'ha messo qua

E in finale e per finire
cor cavaliere se n'annamo alle Maldive, dive, dive, zan zan 


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17 aprile 2008

ULTIM'ORA/ BERLUSCONI: PRONTO A SCELTE IMPOPOLARI

- Ad esempio, stante l'attuale insostenibile situazione di duopolio televisivo che ingessa il mercato e strozza la concorrenza, Mediaset si vedrà costretta ad acquistare (a rate di 77 euro senza interessi per 1000 anni) la Rai. E' un sacrificio grandissimo, ma è per il paese.


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3 ottobre 2007

VACCHISMI



- Buonasera signori e signore e benvenuti a Ciao Darwin il programma più pazzo che c'è ho detto pazzo? con che fa rima pazzo, azzo non dire azzo mi raccomando luca laurenti che sei pazzo a dire azzoe ora la prova oggi bisognosi contro lussuriosi e mi raccomando non dite azzo che fa rima con? azzo allora sei pazzo comunque vai con la prova, signora cosa fa con quel tarallo ma dove se lo mette il tarallo ahia mi è caduta sul tarallo non faccia così che non viene mica, ahia ho detto mica che fa rima con ahia non dire con che fa rima, signora lei così mi cade sul più bello indovina dove mi sta cadendo? ahia non dire la rima col più bello che è quello il più bello quando si cade su...esatto quello, signora le sta uscendo tutto fuori lì, la balconata, la infiorata, i due meloni esatto i meloni sono sempre buoni attenzione però al bastone che si aggira sul melone attenzione che non c'è nel copione, cosa mi fa che non c'è nel copione, attenzione al posteriore che si agita a tutte le ore ma quanto è grande quel bagagliaio ma che ci mette dentro no non faccia su e giù che poi la gente capisce male, la vengono a cercare per farsi dare tutto quello che ce la fa a entrare là dentro, ahia che botta s'è fatta male ma non si faccia toccare, le sta cadendo tutto anche il costrutto, ammazza che costrutto che si vede da qua, ma cosa fa, ma cosa sta a fa' che ammazza che fatica che si vede là si vede una fatica, attento a non dire la rima con fatica che sei pazzo, azzo ancora con la rima di azzo, insomma azzo più fatica e viene fuori un bel bambino con la, con la, con la, e ddai con la biga con che fa rima la biga, eddai signora ancora con la biga nelle gambe scenda da lì che poi la gente chissà che pensa, che pensa, e lo so io che pensa con quei meloni a circondare il tarallo, attento a quel tarallo che se si fa la biga sono azzi, ho detto azzi volevo dire pazzi ma poi state sempre a pensare male, chi pensa male vive male e non tromba ho detto tromba ma la tromba suona? se suona va bene ma se non suona che ce fai con la tromba diventa una trombetta e vero signora, lei ogni tanto se la fa una trombetta, eddai e che sarà mai farsi una trombetta ogni tanto, chi trombetta vive trombato muore, eh trombato come il politico che non tromba che poi ci credo che c'è antipolitica, e vivaddio, signora non faccia così che ha visto l'è caduto il costrutto, ecché razza di costrutto che è quello si vede una cosa ma non mi faccia dire cosa, cara la mia signora lussuriosa abbiamo capito a lei cosa piace assieme al tarallo e al pisello, e ora ride ma qua s'è visto tutto il costrutto, ed è proprio brutto abbia pazienza però  è un costrutto che ha il suo pubblico, si si, ce l'ha il pubblico, un pubblico un po' brutto ma che se lo prende pure quel costrutto, eddai che ce lo si prende su, con un po' di buona volonta, te la ingroppi pure col costrutto massì eddai ecché sarà mai, su....


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4 luglio 2007

LUCIGNOLO

- Allora, che novità?
- Direttore, ho una cosa sensazionale!
- Sarebbe?
- C'ho una discoteca dove nei bagni tirano cocaina e mentre sniffano fanno le orge, inneggiando a Satana e Mazinga Zeta!
- Che fai, mi prendi per il culo?
- ...ehm...non è buona?
- Ma sei un incapace! E' banale, è visto e rivisto. Forza altre cose?
- Direttore, io c'ho una ripresa nascosta dove Flavia Vento sta seduta sulla tazza del cesso e piange per amore.
- Ecche palle, e chi se ne frega di Flavia Vento! Voglio roba hard, mai vista, super trash, ma perché non mi seguite?
- Fabrizio Corona che si pulisce il culo?
- E poi?
- E basta, tira la catena e esce...
- Mannò mannò! Forza dai, possibile che non c'è niente?
- Fiorani in Costa Smeralda che tocca Costantino nelle parti basse?
- Tu sei fuori! Non sono mica Dagospia io, cazzo io sono Lucignolo, hai capito? Io voglio roba hard!
- Vasco Rossi che dopo il concerto si tromba dieci modelle? Immagini bellissime!
- Cazzate
- Beppe grillo che smaltisce di notte rifiuti radioattivi?
- Niente politica. La gente si addormenta!
- Pamela Prati nuda mentre si fa la ceretta in un'orgia sadomaso?
- Puttanate.
- Raikkonen che si masturba vicino alla Ferrari?
- Niente sport, mi annoia.
- Intervista a Moana Pozzi che è viva e fa la suora ai Caraibi?
- Troppo moscia
- Ilary Blasi che prima di far l'amore con Totti si eccita con un cactus?
- Stronzate!
- Elisabetta Canalis che si accoppia con un doberman?
- Abbiamo l'intervista al doberman?
- ...eh...no, è un cane...!
- E allora? Scrivetela voi e metteteci i sottotitoli, tipo: l'ho fatto per avere un mangime decente, la ricatto con foto compromettenti cose così. E che cazzo, vi devo dire tutto io?

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