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Un blog di nicchia


Diario


14 marzo 2010

UN'INFORMAZIONE GRADITA A CHI COMANDA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la versione "lunga", e soprattutto schietta e sincera dell'editoriale del Tg1 di oggi di Augusto Minzolini che non è andato in onda per motivi di tempo (in tv, si sa, il tempo è tiranno, maledizione!).

UN'INFORMAZIONE CHE SIA GRADITA A CHI COMANDA

Di Augusto Minzolini

Cari telespettatori del Tg1 e lettori di vocidipopolo,

come avete sentito, alle 13 di oggi è arrivata la smentita della Procura di Trani sul fatto che io fossi indagato. Per un giorno, però, anche il mio nome è entrato nel frullatore delle intercettazioni ed ha riempito i notiziari delle tv e le pagine dei giornali.

Ho provato in prima persona cosa vuol dire la gogna mediatico-giudiziaria ma, a differenza di quando facevo il giornalista retroscenista e molto allegramente inventavo notizie, salvo poi arrampicarmi sugli specchi per smentirle e salvarmi dalle querele, oggi che faccio il direttore del Tg1 ed eseguo  ordini precisi e delle querele me ne fotto - dato che eventualmente c'è chi pagherà per me - è naturale che trovi intollerabile il frullatore delle intercettazioni, soprattutto se coinvolgono il rapporto tra me e il mio datore di lavoro.


Francamente avevo deciso che in questo periodo di campagna elettorale non avrei fatto editoriali, visto che il mio datore di lavoro aveva già fatto tabula rasa di programmi e oppositori tv e dunque un mio intervento sarebbe potuto passare come il becchino che dice al cadavere: "che t'avevo detto? era meglio che ti stavi zitto o no?".

Mi vedo invece costretto ad intervenire in quanto questa vicenda non tocca solo la mia persona, quanto il rapporto di ubbidienza e lealtà con chi mi ha messo su questa poltrona, e cioè il mio datore di lavoro. Tocca allora fare qualche riflessione. L'inchiesta della Procura di Trani nasce dall'ipotesi che qualcuno abbia fatto pressioni sui mezzi di informazione, e tra questi il Tg1, per indurli a trascurare i risultati di un'indagine sull'American Express. Alla fine si scopre però, che l'unico tg a riportare la notizia, è stato proprio il Tg1.

Intendiamoci, se il mio datore di lavoro mi avesse fatto sapere che questa notizia non la gradiva, non sarebbe uscita nemmeno se vedevo il Padreterno con una carta di credito truccata in mano, ma ciò non è accaduto e dunque ho lasciato che la notizia, propostami dalla redazione, andasse in onda, anche perché in quel momento ero occupato a dare il massimo risalto ad una scoreggia di Capezzone, emessa proprio in quel momento e dunque bisognosa della mia massima cura e attenzione affettuosa, affinché crescesse, si sviluppasse e librasse libera e potente nell'etere.

Allora tutto chiarito? No, perché proprio in quell'indagine, spunta qualche telefonata del presidente del Consiglio. Ed ecco che il meccanismo che qualcuno ancora si ostina a definire democratico si mette in moto: si apre un altro filone di indagine, alcuni pochi giornalisti ancora non a libro paga del mio datore di lavoro o non sufficientemente intimiditi o fatti fuori - e che non si fanno mai i cazzi loro - vengono a sapere dell'inchiesta e si inventano addirittura un avviso di garanzia per il direttore del Tg1, che sarei io, se non l'avete ancora capito.

La mia colpa? Avere preso ordini da Berlusconi al telefono. Ora, il direttore del Tg1 è anzitutto un esecutore di ordini, emessi da chi lo ha posizionato seduto a quel pregevole posto, ed è quindi del tutto naturale che il direttore del Tg1, sappia cosa il Presidente del Consiglio gradisca oggi vedere come notizia. Così come è naturale che il direttore del Tg1 parli con tutti gli altri politici del partito del Presidente del Consiglio, posto che Sua Maestà non può farti sempre l'onore di rivolgerti la parola personalmente.

Quindi molto spesso, parlo con Bonaiuti, Letta, Capezzone, e tutti gli altri Pretoriani della Guardia Repubblicana. Lo faccio io, come lo hanno fatto prima di me, al netto di ogni ipocrisia ma certamente non con il mio stesso talento, faccia di bronzo e dedizione alla Causa, tutti i miei predecessori.

Quindi, dov'è il reato? Dov'è lo scandalo? Prendo ordini da Berlusconi? Ma scusate, ma chi credete che mi abbia messo qua, la Fata Turchina? Il Gatto con gli Stivali? Godzilla? E per cosa credete che mi abbiano messo a fare? Per dare le notizie?


Certo, io sono libero, liberissimo, di mandare in onda gattini che vanno sul surf e gli stivali pitonati a punta che vanno di moda quest'anno, ma finisce là. Il resto, cari telespettatori del Tg1, viene deciso altrove e io faccio esclusivamente il passacarte.

La realtà è che qualcuno vorrebbe che alla direzione del Tg1 ci fosse un giornalista indipendente, che non risponda alle telefonate di Sua Maestà e chi per lui, e che decida lui e lui soltanto, cosa trasmettere e cosa no.

E magari un direttore che privatamente al telefono non dia consigli a Sua Maestà e non dica in tv la sua (di Sua Maestà ovviamente). E che in caso contrario, sia un giornalista da cacciare a pedate fuori dalla redazione.

 
Insomma. c'è chi vorrebbe un direttore indipendente e autonomo. Solo che io non sarò mai un direttore indipendente e autonomo: per rispetto a chi mi ha messo qua seduto e per lo stipendio che mi ha assegnato, per rispetto a tutti quelli che hanno fatto il mio nome a Sua Maestà, ma soprattutto per offrire a voi, telespettatori del Tg1, un'informazione fatta direttamente a Palazzo Grazioli e che arriva nelle vostre case calda e appena sfornata, senza alcuna imperfezione o impurità.

Un'informazione il più possibile prona, asservita, e soprattutto tranquillizzante e in grado di trasmettervi tutto l'Amore che Sua Maestà prova per voi e bontà Sua, per me.     


13 marzo 2010

PORTE

- Alfano ha inviato gli ispettori alla Procura di Trani.

- Entreranno dopo che La Russa avrà sfondato la porta


13 marzo 2010

INDAGINI

- La Procura di Trani dice che Minzolini non è indagato.

- Avranno scoperto che fa il servo per scelta personale.


7 dicembre 2007

DELITTO PERUGIA, RUDY RIVELA L'ASSASSINO


28 novembre 2007

DAL NOSTRO INVIATO



Anche noi abbiamo un inviato a Perugia al delitto dell'anno, che credevate? Mica stiamo a pettinare le bambole...

- Fai un attacco di sfondo e di contesto, in stile appassionante e coinvolgente.

- Chi ha ucciso Meredith Kercher in una tragica sera di novembre in quella Perugia sordida e ambigua che in molti, forse in troppi non hanno capita fino in fondo o fatto finta di non capire, fino ad arrivare lì, in quel buco nero, misterioso, disperato, fatto di sesso, di droga, di perversione, di bianco che in realtà è nero e di nero che in realtà è buio, in un città che sembra una delle tante città ma che a ben vedere viene da chiedersi se davvero è una città o vuole solo apparire come tale? E se sì, chi c'è dietro questa immagine falsa come un euro stampato in Turchia?

- Ok, buono, ora introduci la scientifica, ma in stile ipotetico-fantasioso con qualche volo pindarico.

- La macchia di sangue. E'lei che sa tutto, l'unica depositaria della verità, che quella sera ha visto tutto, sa chi c'era e chi non c'era, chi ha usato il coltello  e chi si è limitato ad assistere attonito, forse impaurito, certamente insensibile alla fine di una povera ragazza che davanti aveva il sogno dell'innocenza e la voglia di tanti giorni da passare al mare. In un mare bello, azzurro, come il mare della nostra Italia che Meredith sognava e che invece ora le è stato precluso per sempre. Lei, la macchia, è lei che ha visto chi sgozzava, chi fuggiva, chi ripuliva la scena del delitto, che ha visto l'ultimo che, come sempre in questi casi, spegne la luce e chiude la porta. E il bagno è sempre in fondo a destra.

- Ok, passiamo al gancio principale. Impicca il lettore, forza! Vai di laboratoriese!

- C’è una traccia di sangue di Meredith e di Amanda sul bidet del bagno dove la ragazza americana si è lavata. La circostanza ha insospettito gli investigatori in quanto è apparso come minimo insolito che una macchia di sangue stazioni sul bidet in bella vista, quasi come a voler affermare: eccomi sono qua, non mi vedete? non vi sembra strano che una macchia come me stia proprio qui, ora e adesso, quasi come a dirvi: cazzo, cosa aspettate a smontarmi al mio interno per vedere chi sono, da dove vengo, dove vado e soprattutto cosa penso?

- Più scientifico, forza, dacci dentro!

- La macchia di sangue è stata sezionata in 7200 micron di millimillimetro, asportando frammenti di dna spediti negli Stati Uniti e poi in laboratori cinesi e indiani da cui sono tornati abbronzati e in gran forma in modo da rendere possibile l'estrazione di un video che ora è all'attenzione degli investigatori: in particolare nel video si vedono alcuni lontani parenti di filamenti del Dna comportarsi in modo strano: alcuni sembrano parlarsi tra loro prima di tuffarsi sul bidet con un tuffo carpiato perfettamente sincronizzato mentre altri, stranamente, vista la situazione delittuosa in essere, si insultano buttandosi in faccia alcuni frammenti di carta igienica sporca di dna africano di seconda mano sparso in microframmenti di filamenti di cellule morenti di legno massello di scarsa qualità. E' questo il particolare che ha allarmato gli investigatori: cosa ci fa il legno massello nel filamento del frammento di dna africano di seconda mano contenuto nella macchia di sangue sul bidet? Non dovrebbero essere in un bagno a meno che - ed è questa l'ipotesi degli investigatori - non si tratti di un depistaggio da parte di cellule degli indagati che nel tentativo di allontanare le indagini dai loro proprietari - ricordiamo che le cellule non possono essere accusate di favoreggiamento in quanto parenti del corpo dal quale provengono - non abbiano volutamente lasciato il corpo da cui provengono - appunto - per infiltrarsi tra le cellule della macchia di sangue. Questo spiegherebbe, ad esemmpio la rissa tra i microframmenti di cellule prima del tuffo sul bidet. Le cellule hanno visto altre cellule estranee arrivare e ovviamente sono insorte: "Ma che davero ce volete coglionà? Ma noi ve smontamo er dna, a' cellule bastarde e 'nfami!".

- Ok, buono. Vai con l'ipotesi accusatoria.   

- Secondo gli inquirenti De Accusis e De Inquisis Meredith Kercher è morta uccisa sgozzata sventrata dissanguata, forse violentata, certamente non vezzeggiata, né dolcemente cullata. Lo dicono i risultati dell'autopsia per cui oramai è assodato che la gola è stata tagliata e che non si è trattato di un taglio accidentale mentre si faceva la barba. E ad ammazzarla è stato uno di quegli stronzetti lì, fighetti con la paga di papà in viaggio premio si-si-vado-a-studiare-io. Lo dicono con certezza gli esami della scientifica a cui si aggiungono le dichiarazioni degli indagati che non dichiarano un cazzo, tipico di chi è realmente colpevole. Inoltre non sanno spiegare perché in tutta la casa non ci sono loro impronte, tipico di chi le ha cancellate, mentre l'impronta del bagno prova che sono stati loro, tipico di chi lascia impronte sulla scena dei delitti. Infine, lo affermano i resti alimentari ritrovati nell'esofago della vittima, funghi, signori, si tratta di funghi, e in casa di un indagato è stato ritrovato un cd di De Gregori con la canzone famosissima che fa "dietro la collina non c'è più nessuno, solo aghi di pino e silenzio e funghi, buoni da mangiare buoni da seccare, da farci il sugo quando viene Natale...".

- Vai con la difesa adesso.

- I difensori promettono battaglia. "Dimostreremo che la polizia postale quella mattina non doveva intervenire perché non c'era nessuno che scaricava illegalmente film da internet" dice Ottavio Arruffoni, uno dei 272 avvocati dell'indagato principale, quel ragazzo un po' così, dall'espressione un po' così che hanno quelli di Giovinazzo quando arrivano a Perugia. "I reperti repertati in repertorio reperti non sono repertabili, andavano repertati in un altro repertorio", dice Ennio De Confondis uno degli avvocati dell'ambasciata americana che assistono l'indagata americana, aggiungendo che "un filamento del dna non è una prova se non è confermata dal dna del filamento del dna, per vedere se corrisponde". E a chi gli fa notare che un filamento di dna non ha dna essendo lui stesso un componente di un dna, lui con sicumera ribatte: "Lo dice lei, caro signore, la scienza è più complessa della sua testa, gliel'assicuro".

- Conclusione, dai.

- Insomma, la battaglia si annuncia serrata. La macchia smacchia, il filamento filamenta, le cellule cellulano, gli esami esaminano, gli esiti esitano, i dna diennaneggiano, le tracce tracciano forse una pista che forse è quella e forse no e che comunque porta ad un bivio senza segnalazioni e con uno strapiombo di lato, il tutto al buio senza luna. Un ultimo esame allora appare decisivo: quello della "centrifuga": "mettiamo tutto dentro, fissiamo il programma 6 per lo sporco impossibile e con l'ammorbidente vedremo di ammorbidire i capi di imputazione. Se vengono puliti, bene, ma se poco poco si smacchiano e perdono colore, tocca ricominciare" dice un investigatore che vuole rimanere anomino anche perché non esiste e che aggiunge: "Eppure se almeno uno confessasse, ci risparmieremmo un sacco di carta intestata e di carta della stampante, che sono già finiti 200 toner". Inoltre tra poco arriva Natale, che quest'anno ha un calendario troppo favorevole con un ponte fantastico tra natale e capodanno. Come la mettiamo con le ferie? Io devo andare a sciare, ad esempio, ho già prenotato. "Abbiamo tutti prenotato" dice un altro investigatore anonimo e inesistente. Non tocca che sperare di arrivare alla verità. Entro venerdì 21 dicembre. Poi è inutile che cercate, siamo in ferie, eccheccazzo!   

- Ottimo, perfetto, apertura del blog, dai.


16 novembre 2007

UN'ALTRA POLIZIA E' POSSIBILE




- Il tifoso ucciso aveva due pietre addosso.
- Non è vero!
- Si che è vero
- E' una menzogna!
- E' la verità!
- State mentendo
- Confermiamo.
- Com'è che all'obitorio non le ho viste?
- Dovevamo ancora mettercele.


28 agosto 2007

GENI INVESTIGATIVI



- Novità sull'omicidio di Anna Politovskaya. Secondo i russi sono stati i ceceni.
- Fantastico! Chi le ha condotte le indagini, Carlo Taormina?

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