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Diario


23 settembre 2010

RADIAZIONI

 - Dopo i casi Boffo e Tulliani adesso l'Ordine dei giornalisti rischia la radiazione dall'Albo di Feltri. 


26 febbraio 2010

RASSEGNA STAMPA



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14 settembre 2009

MARTIRIO

- Come si permette!!! Tolga immediatamente il suo cazzo dal mio culo!
- E la smetta di fare il martire! 


11 settembre 2009

SALVATE IL SOLDATO MARINA

Durissima intervista di Marina Berlusconi in difesa di papà rilasciata questa mattina al Corriere della Sera. E' un capolavoro di aggressività nei confronti di chiunque non stia allineato e coperto nella difesa della roccaforte di Palazzo Grazioli (e tutti significa proprio tutti) e vale la pena di leggerla: (per chi non ha lo stomaco, riassumiamo velocemente la sostanza: "Adesso avete rotto i coglioni". Noi invece consigliamo di leggerla e dato che offriamo sempre un servizio in più degli altri, abbiamo spiegato meglio certe frasi del "Marina pensiero" attraverso le "note del lettore", ndl, che trovate tra parentesi. Buona lettura e buon Marina-pensiero (si fa per dire, ndl).  


È stata in silenzio, in questi mesi (come sempre, a parte quando si tratta di rilasciare interviste anema-e-core con fotine belline di marito e figli "che-bella-famiglia" su CHI, ndl). Tranne quando Dario Franceschini parlò di Silvio Berlusconi come di un cattivo padre (ancora lo ringrazia, Marina, di avergli fornito quel destro spettacolare, genio di un Franceschini, ndl). Allora, Marina Berlusconi assieme ai suoi fratelli volle far conoscere la propria indignazione. Adesso, nell’ufficio nel cuore di Milano da dove governa sul mondo Fininvest (grazie a titoli accademici e professionali unici, riassumibili nella felice circostanza di essere la figlia del padrone, ndl), sfoglia infastidita la rassegna stampa sul gruppo di questi mesi roventi (guarda te, invece di CHI, cosa mi tocca leggere, ndl), in un intrecciarsi sempre più confuso tra storie private, società, politica.
«Guardi qua, i giornali ormai da mesi si occupano di noi, delle nostre aziende, solo come di trofei da spartire». Il suo sfogo parte da qui, ma va ben oltre.

Dopo aver dribblato la prima domanda (tradizione di famiglia, quella di selezionare le domande, ndl), quella d’obbligo: nei mesi scorsi non si è fatto che scrivere di divorzio, di Berlusconi dynasty...
«Di queste cose non ho la minima intenzione di parlare (semmai ne parlerà Signorini, ndl). Tantomeno sui giornali (a parte CHI, ovviamente ndl). Se le domande sono queste, intervista finita (l'allergia alle domande, un'annosa intolleranza genetica che affligge la famiglia, ndl)».

No, aspetti, e allora perché ha accettato questa conversazione?

«Intanto per dire che le ventimila persone che lavorano qui, e se consente (altra tradizione di famiglia, la richiesta retorica, ndl) mi ci metto anche io, meritano più rispetto (il vecchio trucco di nascondersi dietro i lavoratori, come scudi umani, funziona sempre, ndl). Stiamo parlando di aziende quotate, che creano ricchezza (in primis per la famiglia, ndl), che fanno informazione e cultura. Non siamo le casette del Monopoli che si prendono e si spostano di qui e di là (il ghost writer poteva fare di meglio ndl)».

Veramente tutto è cominciato con dichiarazioni di membri della sua famiglia. Noi giornali siamo venuti dopo...
«Senta, a me non interessa chi ha parlato e chi no (non posso insultare pubblicamente la moglie di mio padre, ndl). Io so solo che lavoro in questo gruppo da quasi vent’anni, da 13 sono al vertice della Fininvest…(e ci sto così bene che non mi schiodo nemmeno col napalm, chi deve capire, capisca, ndl)».

Lo sappiamo bene, ma...

«Ma niente! (oh, è proprio sua figlia, ndl). Sono rare le volte in cui ho visto la stampa occuparsi di noi per le cose che abbiamo fatto e per come lavoriamo (cioè articoli scritti da dipendenti o aspiranti tali, ndl). Ad esempio mi piacerebbe che si parlasse di Mediaset che produce un capolavoro del nostro cinema come Baarìa (l'ha appreso l'altro giorno leggendo Sorrisi e Canzoni), o di Mondadori che ha appena vinto un premio del peso del Campiello (Fede ci apre il tg stasera, ndl), e che proprio in questi giorni ha portato anche in Francia un marchio come Grazia (Minzolini, prendi appunti, che ci apri il tg domani, ndl), vale a dire la moda, lo stile di vita, il gusto italiano. In Francia, ripeto, dove su queste cose hanno sempre dato lezioni a tutti (ecco le notizie che dvorebbero essere date, ndl)».

Ho capito, vi sentite delle vittime, da una parte voi, primo gruppo multimediale in Italia, dall’altra il resto...

«No, solo la verità (altra intolleranza familiare genetica: la verità è solo quella che dico io, ndl). Di noi si parla sempre o quasi per il conflitto di interessi (ce ne dobbiamo dimenticare, lo vogliamo capire o no?, ndl), e ora ci mettiamo anche la dynasty (anche di questo non si deve parlare. Seguirà comunicato ufficiale su CHI, ndl). Eppure in questi 13 anni qualcosa di buono l’abbiamo fatto (Ad esempio, soldi a palate da quando papà è al governo, ndl). Abbiamo investito massicciamente, 18 miliardi di euro, e un altro miliardo anche in un 2009 così difficile. E se 13 anni fa su 100 euro di fatturato ne guadagnavamo 4, oggi siamo quasi arrivati a cinque volte tanto».

Non c’è dubbio, a crescere siete cresciuti e anche un bel po’...
«Se è un’allusione alle aziende della famiglia del premier (minchia, siamo sul nervosetto spinto. Ci dev'essere un clima da crisi dei missili a Cuba, ndl) allusione per allusione, visto che vanno molto di moda le residenze in Svizzera o i pagamenti in nero (decisamente, siamo in piena sindrome guerra nucleare imminente, ndl), voglio ricordare che in questi 13 anni abbiamo pagato tra imposte e contributi la bellezza di 7 miliardi di euro, il che significa quasi un milione e mezzo versato ogni giorno nelle casse dello Stato (volete una medaglia al valore? ndl)».

Allora la lotta per la successione se la sono inventata i giornali?
«E finiamola con questa storia della successione (ci stiamo sbranando, dannazione, ndl). Intanto, grazie a Dio, l’argomento non è sul tavolo perché mio padre gode di ottima salute (motivo in più per cercare di tirarlo per la giacchetta, ndl). E comunque ogni decisione spetta solo ed esclusivamente a lui (che finora era d'accordo con me e Piersivio prima che quelle là si mettessero a fare casino, ndl)».

D’accordo: qui si pensa soprattutto a lavorare. Ma, come per tutti, questo non mi pare uno dei periodi più esaltanti. L’editoria, per esempio, non vi sta dando tutte queste soddisfazioni..
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«Che il momento sia molto difficile e costringa chiunque, in tutto il mondo, a cambiamenti anche dolorosi, mi pare fin troppo evidente (sarebbe successo anche a noi se non avessimo papà al governo, ndl). Formule magiche non ce ne sono e non ce ne saranno (difficile andare al governo anche in altri paesi, ndl). Non aspettiamoci miracoli dai nuovi mezzi. Su Internet gli editori non hanno ancora trovato un modello che permetta di guadagnare, anche se bisogna continuare a sperimentare. Detto questo, piangersi addosso o fare le Cassandre del nostro mestiere non serve a niente (rende molto di più fare le vittime su altri fronti, ndl)».

E quindi come se ne esce?
«Non ho la pretesa di dare lezioni a nessuno (fintanto che papà governa va bene così, ndl), ma credo che la ricetta sia sempre la stessa, quella che alla Mondadori stiamo seguendo: lavorare bene, lavorare molto sulla qualità, e continuare a investire, nonostante la crisi, sui nostri prodotti, in Italia e all’estero (che poteva dire? Che Mondadori chiude?, ndl)».

Ammetterà che è quello che dicono tutti (ecco, appunto, ndl).
«Ammetterà lei che è stata una scelta molto coraggiosa quella di lanciare, in un anno così duro, Grazia in Francia (ancora 'sta Grazia?, Manco avesse lanciato il Wall Street Journal in Corea del Nord!, ndl) seguendo una strategia che in pochi anni ci ha permesso attraverso il 'Grazia Network' di essere presenti con questo marchio fortissimo in 13 Paesi (però non dice quali, dal che si deduce che la Francia dev'essere l'unico paese spendibile a livello di comunicazione, diversamente figuriamoci se non faceva l'elenco completo, ndl)».

Resta il fatto che per gli editori il futuro è perlomeno tutto da decifrare.
«Guardi, le faccio un esempio magari banale (evidentemente non banale non è possibile, ndl) ma significativo. Ai miei due figli, che hanno uno cinque e l’altro sei anni e mezzo, sto leggendo dei libri sulla mitologia greca. E loro ascoltano le storie di Teseo, Achille, Ulisse, con la bocca spalancata. Storie che hanno qualche millennio. Ma che sono in realtà senza tempo, perché sanno soddisfare l’eterno bisogno dell’uomo di emozionarsi, di far correre la fantasia, di conoscere, di capire. Fare l’editore significa saper soddisfare questo bisogno (qui non si può far a meno di immaginare una riunione strategica con i vertici manageriali della Mondadori che faticano a fingere entusiasmo e a trattenere le risate allorquando la Marina illustra le sue strategie aziendali del maggiore editore italiano con la storiella che lei legge Omero ai suoi figli. Detto vertice ha tutta la nostra compresione, ndl). Ed è per questo che credo sia un mestiere eterno, e anche uno dei più complessi e affascinanti (ripeto: di sicuro non mi schiodo da 'sta poltrona almeno per l'eternità, chi deve capire, e si ostina a non capire lo capisca, ndl)».

Da quel punto di vista allora la televisione oltre a essere affascinante produce anche un bel po’ di utili.
«Che c’entra, sono cose diverse (lì c'è mio fratello, un giorno magari potremo anche fare a cambio, ndl). Sulla televisione comunque mio fratello Piersilvio sta facendo un lavoro eccellente (purtroppo non può dire che è il miglior presidente Mediaset da quando esiste Mediaset è allora è costretta a dire solo "eccellente", ndl). Si è inventato dal nulla, in pochi anni, un nuovo business, quello della tv a pagamento (la legge Gasparri che ha imposto il digitale terrestre non c'entra nulla, ndl). E in questo modo, come fece tanti anni fa con la Rai, Mediaset sta incrinando un altro monopolio, quello di Sky (allora c'era Craxi, oggi c'è direttamente papà a fare le regole, ndl). Non pretendiamo che ci dicano 'bravi' (però le piacerebbe, ndr), ma che a sinistra facciano addirittura un gran tifo per Sky... Buffo, no? (non è buffo, è tragico, ma questa è la sinistra che abbiamo, ndl) Se c’è di mezzo Berlusconi, va bene anche saltare da Marx a Murdoch (Impennata d'orgoglio del ghost writer dopo le debolucce Monopoli e le Cassandre. Forse si salva il posto, ndl). L’importante è andargli sempre contro (il fatto è che non ce lo meritiamo, Berlusconi, questa è la verità, ndl)».

Diciamo che nemmeno suo padre ci va leggero con i giornali. Se apriamo il capitolo delle critiche, degli attacchi, non si finisce più.
«E vuole che non lo apra? Del resto — anche evitando accostamenti che non reggono — gira e rigira il punto è sempre quello. Per definire quanto hanno cercato di fargli in questi mesi mi vengono solo due aggettivi: 'indegno' e 'vergognoso'("criminoso, chissà perché no, ndl)».

Ma...
«E non sono affatto sufficienti. Una cosa positiva però c’è: tutto questo ha dato ancora di più a me come figlia la misura della grandezza e della qualità umana di mio padre (papà, quando sarà il momento, ricordati di chi ti ha saputo difendere, ndl), e dell’enorme distanza fra lui e chi ha cercato di distruggerlo in quel modo (e di chi è rimasto a guardare, si potrebbe aggiungere, ndl). Guardi come ha reagito, come è riuscito ad andare avanti, a continuare a governare il Paese — e, mi lasci dire (mi consenta, mi lasci dire, questi parlano tutti uguale, ndl), anche molto bene — durante una crisi economica drammatica da cui l’Italia sta uscendo meglio di molti altri (mi sa che l'ho già sentita, ndl)».

Guardi che suo padre ha reagito, e con durezza, contro i giornali. La libertà di stampa è un valore fondante.
«Questa poi di un’Italia dove la libertà di stampa è a rischio... (lasciatela a noi, la libertà di stampa, una volta che l'avremo acquistata, penseremo a tenerla ben al sicuro, ndl). A rischio in un Paese in cui il capo del governo viene sottoposto per mesi a un vero e proprio linciaggio? So perfettamente quanto sia preziosa la libertà di stampa (non possiamo ancora acquistarla, ma un giorno ce la faremo, ndl), e non solo perché faccio l’editore (come fa l'editore Marina Berlusconi ne sa qualcosa Panorama, che era la prima rivista italiana in termini di autorevolezza, ndl). Semmai la questione è come e per quali scopi questa libertà viene usata (quando sarà nostra, rilasceremo regolari licenze ndl). Qui qualcuno sembra essersi dimenticato che ogni libertà ha un limite ben preciso, che è il rispetto della libertà altrui (la famosa casa delle libertà di Guzzantiana memoria, ndl). Liberi i giornalisti (si fa per dire, ndl), ma libero anche Berlusconi (non si fa per dire, ndl). Libero, come tutti, di avere una vita privata, e libero di reagire, anche duramente, ad accuse che non sono accuse, ma calunnie infamanti (e se lo dicono in due, lui e Ghedini, dev'essere vero, ndl). Mi pare che certa stampa faccia finta di dimenticare che la libertà non è un suo privilegio esclusivo, ma un diritto di tutti. La domanda la faccio io a lei: non crede si sia superato il limite? (in effetti mancano solo sette televisioni su sette e poi tutti avranno dato queste notizie, ndl)».

A giudicare dalla confusione, qualcosa è successo (tengo famiglia, ndl). Ma per quello che ci riguarda (non siamo Repubblica, ndl) abbiamo sempre e solo usato, anche per le ultime carte da Bari, il metro della professionalità, dell’equilibrio e della pubblicazione di notizie, fatti e documenti.
«No, non sono assolutamente d’accordo (lei se ne intende, è editore, ndl). Quei documenti in base alla legge non erano pubblicabili (dopo "verità" e "libertà" stanno per acquistare anche i diritti di definizione di "legge", speriamo almeno li paghino cari, ndl). E comunque al loro interno non c’è nulla che abbia il benché minimo rilievo penale (promemoria per papà: dobbiamo acquistare anche i diritti di definizione di "etica" e "opportunità", così la facciamo finita, ndl). Il dramma è che in quest’aria irrespirabile si tende a non fare più distinzioni, a considerare ammissibile (gli articoli di CHI, ndl) e quello che è e dovrebbe rimanere inammissibile (tutto il resto, ndl). E sa da dove tutto è partito? Dal fatto che un’opposizione di cui si sono perse le tracce (qui, in effetti, come darle torto?, ndl) ha lasciato il suo mestiere, da troppo tempo (dai tempi della Bicamerale, per l'esattezza, ndl), nelle mani di alcune testate ben precise e di un gruppetto di magistrati (i soliti sovversivi, ndl): addio politica, avanti con i dossier, i pettegolezzi, il fango (sarebbero le inchieste di procure autonome come dice quel ferrovecchio della Costituzione, ndl). Guardi l’equazione scellerata che certi giornali applicano: libertà = dare addosso a Berlusconi (veramente addosso a Berlusconi pare ci fosse altro, ndl) = essere costretti a pensarla come loro (Perciò dobbiamo tutelare la popolazione con Minzolini e soci, altrimenti finisce che se ne vanno tutti dietro a Repubblica, ndl). E se la stragrande maggioranza degli italiani non è d’accordo (com'era l'ultimo sondaggio? "Preferite Berlusconi che se proprio ci tenete una velina ve la dà da trombare oppure la sinistra che vi succhierà il sangue fino a rendervi cadaveri"?, 80% Berlusconi, 20% ha sbagliato risposta, ndl), vuol dire che sbaglia. Invece no, libertà vuol dire essere liberi di poterla pensare diversamente senza per questo sentirsi dare del cecchino prezzolato (coda di paglia, ndl)».

Sia esplicita, a chi si riferisce? A Feltri? (ma va'?, ndl)
«Anche. Non sempre mi trovo d’accordo con lui (quando ha detto che papà era impotente, ad esempio, ndl), ma oltre ad essere un fuoriclasse assoluto nel suo mestiere (da quando l'abbiamo riassunto, ndl), è un esempio lampante di giornalismo libero (da quando l'abbiamo riassunto, ndl). Siccome però oltre che essere libero è anche controcorrente (da quando l'abbiamo riassunto, ndl), allora va messo all’indice (riassumendo: gli atti di Bari non vanno pubblicati perché "contro la legge", mentre l'informativa anonima su Boffo frocio e "attenzionato dalla polizia", è giornalismo libero. Firmato: il maggior editore di questo paese, ndl)».

Mi pare chiaro, alla fine, che lei non abbia il minimo dubbio: quelli contro suo padre sono stati tutti e solo colpi sotto la cintura...
«A volte, più che colpi sotto la cintura mi sono sembrati veri e propri tentativi di pugnalarlo alle spalle. Ma per fortuna mio padre ha i riflessi pronti (che stia propriamente in forma, s'era in effetti visto, ndl)». 


18 maggio 2008

IL BELLO DI ESSERE LIBERO

 


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permalink | inviato da vocidipopolo il 18/5/2008 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


27 agosto 2007

VITTORIO FELTRI IN ESCLUSIVA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un pezzo dell'ottimo Vittorione Feltri scritto come sempre in esclusiva per noi di Voci di Popolo.



Una alla sera e una alla mattina
Di Vittorio Feltri

Non sono d'accordo con i soliti cialtroni commentatori italiani che scrivono un tanto al chilo lautamente pagati dai padroni confindustriali, mica noi che ci siamo fatti da soli, che hanno rimproverato all'allenatore del Catania Baldini di aver dato un calcio in culo al suo collega del Parma.
Tanto per cominciare un calcio in culo è un calcio in culo, mica una molotov che i soliti rossi di casa nostra, ora diventati democratici dei miei stivali, lanciavano a più non posso nei favolosi anni '70. Oltreutto vantandosene pure, razza di pirla purtroppo nemmeno in via d'estinzione. Diciamo le cose come stanno, parliamo come mangiamo per una santissima volta: se oggi tu che mi stai leggendo hai voglia di dare un calcio in culo a chi ti sta affianco, ebbè un motivo ci sarà e guarda caso il più delle volte è un motivo sacrosanto, ad esempio che ti hanno rotto davvero i maroni che manco il restauratore più raffinato è capace di rimetterli assieme, talmente sono andati a pezzi a furia di cagare fuori dal seminato.
E allora non ti resta che una soluzione: un bel calcio in quel culo grasso e flaccido e fuori dai palle, pirlone coglione. Finalmente.
Se tutti quelli che volessero dare un calcio in culo a chi scassa gli zebedei impunemente, finalmente lo facessero, così come ha fatto Baldini, beh, questo paese sarebbe un paese migliore o quantomeno con meno coglioni che camminano diritti che già sarebbe un buon risultato, vacca d'un mondo boia.
E a proposito. Anche io avrei voglia di dare un bel calcio in culo a quella lì, come si chiama, quella francese che ha detto che Curcio è un'eroe.
Si, eroe di questo santissimo sovrano che c'ho in mezzo alle gambe, cara la mia francesina merci beaucoup che in effetti te lo darei un piccolo beaucoup dove dico io e mica una volta sola, razza di stupidina francesina.
La tipa, che ha il solo pregio di essere una manza che ancora oggi volentieri te la lavoreresti ben benino andando giù di cesello, ha dato aria al pertugio facciale, buono per altre e più meritevoli imprese, seminando somme sciocchezze e dimostrando ancora una volta come peggio di una donna ci sia solo una donna francese quando non sta piegata a quarantacinque, o al minimo, a novanta gradi. Invece di rassettare la casa o di dare acqua alle piante assetate da questo caldo boia d'un mond lader, che qua in redazione si scoppia dio bono, o meglio ancora a prendere ristoro da un buon nerbo bergamasco che ce n'è sempre bisogno ve lo dico io, se n'è uscita a discettare di politica, la signora transalpina bona ora più di prima e anzi sapete che vi dico?
Che un calcio in culo io lo do a tutti quelli che l'hanno criticata, che eran rossi e ora son pirla, mentre alla francesina se viene qua glielo insegno io a lasciare da parte la falce e a concentrarsi sul martello che due botte non si negano a nessuna, figuriamoci alla francesina ancora frizzantina che una botta gliela dai la sera e una alla mattina.

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