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Un blog di nicchia


Diario


24 settembre 2010

TENDINITI



- Brutta tendinite alla mano destra, Berlusconi dovrà operarsi.
- Sempre meglio che diventare ciechi.


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12 luglio 2010

CAMPAGNE GOVERNATIVE



17 marzo 2010

UNA TRIBU' CHE PARLA



16 marzo 2010

SALUTI DALLA BIRMANIA

Riceviamo e per forza pubblichiamo, un comunicato del Capo in vista dei sondaggi regionali del prossimo 28-29 marzo

Care amiche, cari amici dei Club della Libertà,

da quando sono sceso in campo per salvarmi dal fallimento e dalla galera, alla vigilia di ogni sfida elettorale, ma anche dopo, insomma sempre, la magistratura riesce a scoprire almeno uno dei miei innumerevoli abusi e crimini commessi contro la legalità e la democrazia.
 
Questo indubbiamente influenza il voto dei cittadini.

Ci hanno scoperti ad esempio in Lombardia e Roma con delle liste taroccate e fasulle, per le quali noi abbiamo tentato come al solito di ribaltare il tavolo secondo la consueta strategia che consiste nell'accusare altri di illegalità che abbiamo fatto noi, e in Lombardia per fortuna ci siamo riusciti.

L'informazione televisiva di opposizione è già stata soggiogata e ridotta all'impotenza, tuttavia rimane l'informazione prodotta da giornali e siti internet purtroppo non ancora di mia proprietà, che si ostinano a riportare le notizie che mi vedono indagato e accusato di crimini direttamente derivanti dalla mia carica politica e dai miliardi (di euro) che ho accumulato in larga parte illegalmente.

Di fronte a questo ultimo esempio di magistratura indipendente ed autonoma e senza alcun timore reverenziale, e anche in riferimento ai precedenti tentativi di questa di portare a termine i processi che mi vedono imputato - nonostante il congruo numero di leggi ad personam realizzate per il mio esclusivo interesse personale - non possiamo, non potete rimanere indifferenti, dobbiamo reagire, dovete reagire.

Per questo motivo vi invito a mobilitarVi per il 20 di marzo, quando, tutti assieme, manifesteremo in difesa del diritto all'impunità e all'illegalità formale e sostanziale per me e i miei familiari, amici e sodali; per il nostro diritto alla privacy delle comunicazioni telefoniche tramite le quali spesso si organizzano i necessari intrallazzi e illegalità diffuse; per ribadire i risultati antidemocratici del mio Governo e per far sottoscrivere tutto ciò ai nostri tredici candidati alla presidenza delle Regioni, a pena di licenziamento in tronco in caso di inosservanza.

Si tratta ancora una volta di una scelta di campo tra il governo degli abusi e delle illegalità e la sinistra bolscevica e comunista, tra l'Italia del fare a qualsiasi costo l'importante è che ci si guadagni, e quella che invidia il nostro successo soprattutto con i soldi e con le donne.

Per questi motivi chiedo a tutti Voi, a tutti i Club della Libertà, a tutti coloro che si informano dal Tg1, a tutti coloro che in buona fede credono che io sia realmente interessato al futuro dell'Italia e non a quello di Mediaset-Fininvest, di partecipare alla grande manifestazione di Piazza San Giovanni.

Ancora grazie e ovviamente siete tutti invitati a Villa Certosa per il party di ringraziamento. 

Silvietto vostro


15 marzo 2010

TALK SHOW

- Il Cda Rai conferma il divieto ai talk show.

- C'è il rischio che parlino del divieto ai talk show


15 marzo 2010

MA TU NON MI AMI PIU'

- Emilio Fede ha avuto un malore.

- Non ce l'ha fatta a sentire Berlusconi che chiamava Minzolini "direttorissimo".


14 marzo 2010

UN'INFORMAZIONE GRADITA A CHI COMANDA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la versione "lunga", e soprattutto schietta e sincera dell'editoriale del Tg1 di oggi di Augusto Minzolini che non è andato in onda per motivi di tempo (in tv, si sa, il tempo è tiranno, maledizione!).

UN'INFORMAZIONE CHE SIA GRADITA A CHI COMANDA

Di Augusto Minzolini

Cari telespettatori del Tg1 e lettori di vocidipopolo,

come avete sentito, alle 13 di oggi è arrivata la smentita della Procura di Trani sul fatto che io fossi indagato. Per un giorno, però, anche il mio nome è entrato nel frullatore delle intercettazioni ed ha riempito i notiziari delle tv e le pagine dei giornali.

Ho provato in prima persona cosa vuol dire la gogna mediatico-giudiziaria ma, a differenza di quando facevo il giornalista retroscenista e molto allegramente inventavo notizie, salvo poi arrampicarmi sugli specchi per smentirle e salvarmi dalle querele, oggi che faccio il direttore del Tg1 ed eseguo  ordini precisi e delle querele me ne fotto - dato che eventualmente c'è chi pagherà per me - è naturale che trovi intollerabile il frullatore delle intercettazioni, soprattutto se coinvolgono il rapporto tra me e il mio datore di lavoro.


Francamente avevo deciso che in questo periodo di campagna elettorale non avrei fatto editoriali, visto che il mio datore di lavoro aveva già fatto tabula rasa di programmi e oppositori tv e dunque un mio intervento sarebbe potuto passare come il becchino che dice al cadavere: "che t'avevo detto? era meglio che ti stavi zitto o no?".

Mi vedo invece costretto ad intervenire in quanto questa vicenda non tocca solo la mia persona, quanto il rapporto di ubbidienza e lealtà con chi mi ha messo su questa poltrona, e cioè il mio datore di lavoro. Tocca allora fare qualche riflessione. L'inchiesta della Procura di Trani nasce dall'ipotesi che qualcuno abbia fatto pressioni sui mezzi di informazione, e tra questi il Tg1, per indurli a trascurare i risultati di un'indagine sull'American Express. Alla fine si scopre però, che l'unico tg a riportare la notizia, è stato proprio il Tg1.

Intendiamoci, se il mio datore di lavoro mi avesse fatto sapere che questa notizia non la gradiva, non sarebbe uscita nemmeno se vedevo il Padreterno con una carta di credito truccata in mano, ma ciò non è accaduto e dunque ho lasciato che la notizia, propostami dalla redazione, andasse in onda, anche perché in quel momento ero occupato a dare il massimo risalto ad una scoreggia di Capezzone, emessa proprio in quel momento e dunque bisognosa della mia massima cura e attenzione affettuosa, affinché crescesse, si sviluppasse e librasse libera e potente nell'etere.

Allora tutto chiarito? No, perché proprio in quell'indagine, spunta qualche telefonata del presidente del Consiglio. Ed ecco che il meccanismo che qualcuno ancora si ostina a definire democratico si mette in moto: si apre un altro filone di indagine, alcuni pochi giornalisti ancora non a libro paga del mio datore di lavoro o non sufficientemente intimiditi o fatti fuori - e che non si fanno mai i cazzi loro - vengono a sapere dell'inchiesta e si inventano addirittura un avviso di garanzia per il direttore del Tg1, che sarei io, se non l'avete ancora capito.

La mia colpa? Avere preso ordini da Berlusconi al telefono. Ora, il direttore del Tg1 è anzitutto un esecutore di ordini, emessi da chi lo ha posizionato seduto a quel pregevole posto, ed è quindi del tutto naturale che il direttore del Tg1, sappia cosa il Presidente del Consiglio gradisca oggi vedere come notizia. Così come è naturale che il direttore del Tg1 parli con tutti gli altri politici del partito del Presidente del Consiglio, posto che Sua Maestà non può farti sempre l'onore di rivolgerti la parola personalmente.

Quindi molto spesso, parlo con Bonaiuti, Letta, Capezzone, e tutti gli altri Pretoriani della Guardia Repubblicana. Lo faccio io, come lo hanno fatto prima di me, al netto di ogni ipocrisia ma certamente non con il mio stesso talento, faccia di bronzo e dedizione alla Causa, tutti i miei predecessori.

Quindi, dov'è il reato? Dov'è lo scandalo? Prendo ordini da Berlusconi? Ma scusate, ma chi credete che mi abbia messo qua, la Fata Turchina? Il Gatto con gli Stivali? Godzilla? E per cosa credete che mi abbiano messo a fare? Per dare le notizie?


Certo, io sono libero, liberissimo, di mandare in onda gattini che vanno sul surf e gli stivali pitonati a punta che vanno di moda quest'anno, ma finisce là. Il resto, cari telespettatori del Tg1, viene deciso altrove e io faccio esclusivamente il passacarte.

La realtà è che qualcuno vorrebbe che alla direzione del Tg1 ci fosse un giornalista indipendente, che non risponda alle telefonate di Sua Maestà e chi per lui, e che decida lui e lui soltanto, cosa trasmettere e cosa no.

E magari un direttore che privatamente al telefono non dia consigli a Sua Maestà e non dica in tv la sua (di Sua Maestà ovviamente). E che in caso contrario, sia un giornalista da cacciare a pedate fuori dalla redazione.

 
Insomma. c'è chi vorrebbe un direttore indipendente e autonomo. Solo che io non sarò mai un direttore indipendente e autonomo: per rispetto a chi mi ha messo qua seduto e per lo stipendio che mi ha assegnato, per rispetto a tutti quelli che hanno fatto il mio nome a Sua Maestà, ma soprattutto per offrire a voi, telespettatori del Tg1, un'informazione fatta direttamente a Palazzo Grazioli e che arriva nelle vostre case calda e appena sfornata, senza alcuna imperfezione o impurità.

Un'informazione il più possibile prona, asservita, e soprattutto tranquillizzante e in grado di trasmettervi tutto l'Amore che Sua Maestà prova per voi e bontà Sua, per me.     


13 marzo 2010

PORTE

- Alfano ha inviato gli ispettori alla Procura di Trani.

- Entreranno dopo che La Russa avrà sfondato la porta


13 marzo 2010

INDAGINI

- La Procura di Trani dice che Minzolini non è indagato.

- Avranno scoperto che fa il servo per scelta personale.


12 marzo 2010

SESSO

- Il Pdl è in rivolta per le intercettazioni di Berlusconi con Minzolini.

- Hanno ragione. Non si ascoltano due persone mentre fanno sesso telefonico.


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